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Che ci sia il “rischio” che funzioni?


Nell’eventualità funzionasse, consiglierei alla sig.ra Labaune di non dormire mai due notti nello stesso letto, in quanto non credo che la notizia di una nuova fonte di energia pulita e a basso costo possa essere ben presa dai sigg.ri petrolieri americani (quelli della macchina per la fusione nucleare da 3,5 miliardi di dollari che non funziona..).

 

Fusione nucleare: nuovi passi avanti in Franciae Usa

Gli esperimenti in Francia e in Usa:la fusione controllata ora è più vicina

La fusione nucleare è il Santo Graal della produzioneenergetica, è la reazione che avviene nei nuclei stellari ed è responsabile perpiù o meno tutto ciò che esiste anche sulla Terra. Come il Sacro Graal dà lavita eterna, la fusione fornirebbe energia illimitata, poiché i carburanti cheutilizza sono atomi leggeri, come l’idrogeno, e non atomi pesanti e radioattivicome l’uranio e il plutonio necessari per la fissione nucleare. Il problema èche – allo stato attuale – l’energia necessaria per avviare e contenere lafusione supera quella che viene prodotta. Per questo esistono diversilaboratori, negli Usa e in Europa, che studiano come ottenere la ignition, cioè l’accensione della prima reazione difusione che produrrà più energia di quanta ne consumi.

   

IN USA - Negli Stati Uniti c’è il Nif(National Ignition Facility), che contiene il più grande laser maicostruito. Questo macchinario scatena una quantità d’energia pari all’interofabbisogno energetico americano in un determinato istante, sotto forma di 192raggi laser concentrati su pochi atomi di deuterio (un isotopo dell’idrogeno). Alcuni giorni fa, per la primavolta, la reazione ha prodotto più energia di quanta il deuterio neabbia assorbita. Non si tratta, però, ancora, di una vera e propria«accensione», in quanto le inefficienze del sistema fanno sì che molta energiasi disperda durante il caricamento dei laser (d’altra parte il macchinario ègrande quanto tre campi da calcio), quindi la quantità totale di energiarichiesta resta ancora superiore a quella prodotta. La ragione per cui il Nif,una struttura costata 3,5 miliardi di dollari che opera ormai da oltre undecennio, non ha ancora raggiunto gli obiettivi preposti è che il suo focusprincipale è lo studio e la manutenzione dell’arsenale nucleare americano, mapotrebbe anche essere legata a un approccio troppo diretto. L’idea americana,spesso, è di costruire macchinari sempre più grandi e potenti senza pensarealle alternative (i cosmonauti scherzano dicendo che la Nasa ha investitomiliardi per creare una biro che scrivesse in assenza di gravità, mentre irussi hanno semplicemente usato le matite).

FRANCIA - Una di queste idee potrebbe essere quella di Christine Labaune, direttrice dellaricerca presso il Cnrs (Laboratorio per l’utilizzo di Laser ad alta intensità)del Politecnico di Palaiseau, in Francia, pubblicata su NatureCommunications. Invece di puntare sullapotenza pura, l’esperimento francese ha puntato sulla «puntualità» di duediversi laser: uno è stato utilizzato per creare un plasma di nuclei di boro,che dura circa un miliardesimo di secondo prima di decadere; l’altro ha invecegenerato un raggio di protoni (della durata di non più di un triliardesimo disecondo): calibrando con estrema precisione il timing,è stato possibile far schiantare i protoni contro il plasma di nuclei di boroinnescando una fusione del boro capace di produrre quantità d’energia diecivolte superiori agli esperimenti precedenti.

VANTAGGI - Rispetto agli esperimenti del Nif, inoltre, quellofrancese ha anche un altro vantaggio: la reazione innescata non rilascianeutroni veloci – che sono radioattivi e possono essere dannosi sia per gliesseri umani che per le strutture – ma solo alcune innocue particelle di elio.Se il sistema ideato da Labaune venisse applicato su larga scala, in unlaboratorio come quello del Nif, potrebbe attivare la fusione richiedendo unnumero di laser molto inferiore, magari addirittura abbastanza efficiente perottenere l’accensione. Sarebbe un risultato eccezionale, un po’ come fareandare d’accordo americani e francesi. Da:Corriere.it - 21 ottobre 2013

Pubblicato il 21/10/2013 alle 14.33 nella rubrica Diario.

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