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La mia prima volta allo stadio: Roma-Siena (6-0)

Appena entrato allo stadio ho avuto come l'impressione che tutto fosse innaturalmente esagerato: i banner pubblicitari sparsi ovunque, il numero di persone a contorno della partita: decine di controllori, ispettori sportivi, ‘raccattapalle’, tecnici vari (senza contare i fotografi e i cineoperatori), la carica emotiva delle decine di migliaia di persone stipate sugli spalti (curve in testa), che sembravano come 'obbligate' dall’evento a dare un ritmo estenuante ai cori (pro Roma – ovviamente – e contro il Siena, la Lazio, la Juventus, il Milan…), agli striscioni sempre nuovi, cambiati in continuazione, alle manifestazioni di sostegno ai giocatori, fin da prima dell'inizio della partita.

Per me è stato come vedere un film durante le riprese, privo quindi di tutti quegli 'orpelli' (il ritmo, gli effetti, le musiche) che la regia e il montaggio si preoccupano di inserire per migliorare al massimo il prodotto finito.

La partita vista in TV sembra un evento mitico, i calciatori vengono proposti come "gladiatori nell'arena" e i tifosi come le orde a loro sostegno, le belle azioni sono amplificate sino a farle diventare degli eventi che hanno del sovrannaturale..

Tutto viene esagerato rispetto a quello che poi è la manifestazione sportiva vera e propria, cioè una semplice partita di pallone..

Pubblicato il 23/2/2004 alle 12.9 nella rubrica Breviario.

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