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Non mi sono dato alla politica perché non sopportavo l'idea di avere sempre ragione!
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Ho riletto "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemigway. E' stato terribile e spietato, nella sua semplice bellezza, come tutte le altre volte.. Certe opere dell'intelletto umano vanno ben oltre le potenziali capacità di chi le produce, come ben sanno gli stessi autori, che difficilmente nella loro vita riescono a ripetere il 'miracolo'. "Il vecchio e il mare", ma anche "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, sono 'prodotti' unici perché l'autore è riuscito a riprodurre in loro, senza avere piena coscienza di come abbia fatto, quelle emozioni, quei sentimenti, quegli stati d'animo umani dei quali si ha solo una coscienza diretta, cioè – al massimo – si riescono a vivere. Quindi riuscire a trasferirli ad altri attraverso lo strumento della ‘parola scritta’ è veramente un’impresa disperata, come ebbe a dire più volte lo stesso Hemigway ai vari aspiranti scrittori. Ad esempio, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco è sicuramente un bellissimo romanzo, originale e coinvolgente, ma non ha la ‘magia’ delle opere uniche; i sentimenti, le emozioni in questo romanzo vengono perfettamente descritte e maestralmente ‘proiettate’ nel contesto più appropriato, ma non vanno oltre, cioè non fanno scattare in chi legge quel meccanismo che si attiva quando queste emozioni vengono realmente vissute.                            


Strani personaggi..
 

 
I miti a motore!



Parlamento pulito?


IPSE Dixit                                      "I più pensano che in politica bisogna far tacere la coscienza e che quindi vi sia una morale per l'uomo politico ed una per l'uomo privato. Per me la morale è una sola, e chi è canaglia nella vita politica, resta canaglia anche nella vita privata."  Sandro Pertini




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26 gennaio 2013

Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramírez detto “Fabrizio”

Nell’eventualità che a qualcuno scappasse di pensare: “povero diavolo, che cosa terribile deve essere..”, riporto di seguito, per punti, i perché del suo ‘patibolo’:

  • Rapina a mano armata contro privati, banche e servizi postali di Stato;
  • Omicidio;
  • Furto di oggetti sacri;
  • Falsa testimonianza;
  • Bigamia;
  • Abbandono del tetto coniugale;
  • Incitamento alla prostituzione;
  • Ricettazione;
  • Spaccio di monete false;
  • Uso di carte da giuoco e dati truccati;
  • Aggressione e lesione a danno di privati cittadini e pubblici ufficiali di Contea, Distretto e Stato;
  • Sequestro di persona a scopo di estorsione;
  • Stupro di una fanciulla vergine di razza bianca;
  • Deragliamento di un convoglio ferroviario a scopo di rapina;
  • Evasione da quattro prigioni di Stato con ferimento di sette guardie;
  • Traffico illecito di armi ed esplosivi di proprietà dell’esercito;
  • Offesa a magistrati e pubblici ufficiali;
  • Incendio doloso del municipio, della prigione di el Paso e dell’ufficio dello sceriffo di Sonoris;
  • Detenzione e traffico illecito di schiavi fuggitivi;
  • Abigeato.
  • Furto di un battello a vapore sul fiume Brazos e affondamento dello stesso a causa di un errore di manovra;
  • Truffa ai danni di una carovana di pionieri, essendosi spacciato per guida, avendo riscosso in anticipo il compenso dell’intero viaggio e avendo quindi abbandonato la carovana nel territorio di caccia degli indiani Apache.
...................................................................................................................................................................
Alle persone che pensano che si ingiusto che Fabrizio Corona vada in carcere, dico di informarsi meglio, perché in realtà, Corona, è stato trattato fin troppo bene dal sistema giudiziario italiano..
Il sig. Corona sino ad oggi ne ha combinate un po’ di tutti i colori (riassumo di seguito), commettendo reati a ciclo continuo, comportamenti che avrebbero portato dentro chiunque da un pezzo e con pene detentive ben più lunghe (parlo di persone comuni, con un conto in banca comune e con amicizie comuni).
I provvedimenti giudiziari di Fabrizio Corona (da Wikipedia.it)
Estorsione
Il 13 marzo2007 Corona è arrestato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione, nell'ambito dell'inchiesta potentina denominata "Vallettopoli", condotta dal PMHenry John Woodcock e successivamente trasferita a Milano. È stato in prigione 77 giorni, divisi fra il carcere di Potenza (33 giorni) e il Carcere di San Vittore a Milano. Il 29 maggio2007 gli vengono concessi gli arresti domiciliari.
La vicenda è stata ampiamente seguita dai media italiani (quotidiani, trasmissioni televisive), sia in merito alle vicende strettamente giudiziarie che nei risvolti polemici e di gossip (attacchi di Corona ai magistrati inquirenti, presunte conseguenze dell'accaduto sul suo rapporto matrimoniale, ecc.). Sfruttando l'onda di popolarità, Corona pubblica sia una canzone (Corona non perdona) sia un libro (La mia prigione).
Il 29 febbraio2008, viene rinviato a giudizio, mentre Lele Mora viene prosciolto dalle accuse. Il 27 ottobre2009 il pm di Milano Frank Di Maio chiede una condanna a 7 anni e 2 mesi di reclusione per Fabrizio Corona, accusato di estorsione e tentata estorsione per presunti fotoricatti ai danni di alcuni vip, tra cui Lapo Elkann e Adriano. Il 10 dicembre2009 Corona viene condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione dalla quinta sezione penale del Tribunale di Milano. I giudici hanno anche condannato il suo collaboratore Marco Bonato a 2 anni e 4 mesi di reclusione.
In appello, il 2 dicembre2010, la condanna viene ridotta a un anno e 5 mesi per tentata estorsione ai danni dei calciatori Francesco Coco e Adriano. Il 21 ottobre2011 la Corte di Cassazione conferma la condanna in appello a un anno e cinque mesi, la sentenza diventa quindi definitiva. In un altro procedimento penale, il 12 marzo2010, viene condannato a tre anni e 4 mesi di reclusione in primo grado dal Tribunale di Torino per aver ricattato il calciatore della Juventus David Trezeguet. Il PM aveva richiesto una condanna di tre anni e 7 mesi. Il 16 gennaio2012 la Corte d'appello di Torino condanna Fabrizio Corona a 5 anni di reclusione per i presunti ricatti all'ex-calciatore della Juventus, aumentando la pena inflitta in primo grado.
Il 18 gennaio2013 la Cassazione conferma in via definitiva la condanna a 5 anni di reclusione per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali, per aver preteso dal calciatore David Trezeguet 25 mila euro per non pubblicare delle foto che lo ritraevano. Dopo sei giorni di latitanza, Fabrizio Corona viene arrestato da alcuni agenti della polizia di Lisbona affiancati dagli investigatori italiani che erano sulle sue tracce da giorni dopo che aveva cercato senza successo ospitalità a Cascais.
Banconote false
Il 3 marzo2008 è stato fermato dalla Polizia Stradale di Orvieto assieme ad alcuni amici dopo aver tentato di pagare in un autogrill usando banconote false; bloccati dagli agenti lungo l'autostrada, tentano di disfarsi di alcune banconote poi risultate false. Di conseguenza, Corona è stato tratto in arresto ed accompagnato alla sezione di polizia di Orvieto assieme ad altre due persone. Durante una perquisizione nella sua casa milanese sono state rinvenute altre banconote false e una pistola di piccolo calibro.
Corona ha pagato con euro falsi anche il 28 febbraio2008 in due bar dell'aeroporto di Fiumicino. Qui, oltre ai carabinieri dell'aeroporto, si sono messi al lavoro anche i colleghi del comando antifalsificazione monetaria secondo i quali le due banconote da 100 euro spese da Corona fanno parte di una partita già nota alle forze dell'ordine.
Il 5 marzo2008 Corona patteggia una pena di un anno e sei mesi di reclusione per detenzione e spendita di denaro falso, dopo aver scagionato le altre due persone coinvolte.
Il 12 ottobre2009 viene condannato a quattro mesi di carcere e 300 euro di multa (pena convertita in una sanzione di 4.560 euro) per detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola. La condanna va in continuazione con la pena di un anno e sei mesi di reclusione patteggiata a Orvieto per la detenzione di banconote dello stesso stock che Corona aveva cercato di spendere ad un benzinaio.
Bancarotta fraudolenta
Il 9 dicembre2008, a seguito di un'istanza di fallimento presentata dalla Mondadori Pubblicità per una fattura di 45.000 euro non pagata, la sua società Corona's s.r.l. è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Milano. Il 24 marzo2009, è stato iscritto nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta.
Il 29 luglio2010 viene notificata a Corona l'avviso di chiusura delle indagini preliminari; secondo gli inquirenti l'indagato avrebbe distratto alla società Corona's srl beni per un valore complessivo di sei milioni di euro. Il 17 dicembre2010 viene chiesto il rinvio a giudizio. Il 28 gennaio2011 Corona chiede che il processo venga celebrato nelle forme del rito abbreviato. Il 28 aprile2011 Corona è stato condannato a 4 anni di carcere. Il 7 giugno2012 la Corte d'assise d'appello di Milano conferma la colpevolezza del Corona, riducendo però leggermente la pena a 3 anni e 10 mesi.
Aggressione a pubblico ufficiale
Nel 2002 malmena un agente della Polizia Municipale. Per tale ragione nel 2009 è condannato definitivamente dalla sesta sezione penale della Corte di Cassazione al risarcimento della vittima.
Corruzione
Durante la permanenza in carcere per l'inchiesta Vallettopoli, corrompendo con 4.000 € un agente della Polizia Penitenziaria, tramite il proprio avvocato Corona si fa consegnare una macchina fotografica usa-e-getta, con la quale realizza un servizio da San Vittore, che riesce a pubblicare su alcune riviste di gossip e gli frutta circa 20.000 €. Verrà poi condannato l'8 marzo2010 per corruzione – con rito abbreviato – a un anno e otto mesi; la pena ha tenuto conto del risarcimento spontaneo di 8.000 € al ministero della Giustizia. Sono stati condannati pure l'agente penitenziario e l'avvocato in questione. Il 26 marzo2012 la Corte d'Appello di Milano conferma la colpevolezza del Corona, riducendo però la condanna ad un anno due mesi e cinque giorni.
Ricettazione
Il 23 marzo 2010 è imputato davanti alla prima sezione del Tribunale di Milano per ricettazione; ciò sarebbe dovuto ad un assegno di 10.000 € denunciato come rubato e incassato dallo stesso Corona. Il 15 luglio2010 viene assolto, come richiesto anche dal Pubblico Ministero.
Diffamazione a mezzo stampa
Il 31 maggio2010 il pm di Milano Giancarla Serafini chiede il rinvio a giudizio per diffamazione per Corona, reo di aver prodotto le seguenti affermazioni in una lettera aperta inviata al settimanale "Chi" pubblicato il 26 agosto2009: "Quanti pranzi e quante cene abbiamo condiviso in dodici anni di frequentazione che entrambi abbiamo avuto con Lele Mora? Potrei scrivere un libro sulla 'Simona segreta' e tu lo sai bene, molto bene. E anche Lele potrebbe farlo", affermazioni che secondo i legali di Simona Ventura avrebbero un intento chiaramente intimidatorio e diffamatorio, ragion per cui è stata sporta querela; chiesto il rinvio a giudizio anche per il direttore del rotocalco Alfonso Signorini, che avrebbe omesso i controlli necessari. Il 20 settembre2010 il Gup Nicola Clivio rinvia a giudizio sia Corona che Signorini, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero. Simona Ventura si costituisce parte civile nei confronti di Corona.
"I primi giorni di agosto 2010 viene alla luce un nuovo episodio di presunta diffamazione. La conduttrice Barbara D'Urso chiede infatti 100.000 € di risarcimento a Corona, il quale intervenne telefonicamente alla trasmissione "Pomeriggio Cinque" condotta dalla D'Urso e dove una giornalista Beatrice Baratto, presente in studio, riferiva di averlo querelato per truffa. Circostanza poi risultata reale. Tanto è che a seguito di quella vicenda il Corona è stato poi condannato a 9 mesi dal Tribunale di Milano, più il risarcimento di tutti i danni. Nel corso della stessa trasmissione appunto il Corona ebbe un battibecco con la Barbara D'Urso appostrofandogli testuali parole: "Non sei e non sarai mai una giornalista. Non potevi mandare in onda questa donna (Beatrice Baratto) senza aver prima verificato la veridicità delle sue affermazioni, ma questa volta me la paghi perché ti monto una guerra terribile che ti porterà via tanti di quei soldi, altro che quelli che mi dovevi dare per venire in tv".
Evasione fiscale
A seguito della chiusura di un filone parallelo all'inchiesta Vallettopoli i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanzia di Milano contestano a Corona ed altri sette imputati (tra cui Lele Mora) un'evasione fiscale di 17 milioni di Euro, frutto di una serie di false fatture emesse da un imprenditore genovese, tale Marcello Silvestri, il quale, grazie ad alcuni prestanomi avrebbe emesso fatture false per consentire a vari imprenditori (tra cui il Mora ed il Corona) di ridurre il reddito imponibile delle rispettive società, abbassando quindi l'ammontare delle imposte dovute al Fisco.
Infrazioni al codice della strada
Il 7 marzo2007 fu arrestato a Milano da una pattuglia stradale dei Carabinieri per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e passò la notte in camera di sicurezza.
Da allora, Corona è stato più volte oggetto di sanzioni amministrative a causa di eccessi di velocità, di guida senza patente o con il foglio rosa ma senza guidatore esperto accanto.
    
 
Corona portato in carcere a Busto
Gruppi di fan in attesa
L'arrivo a Malpensa con un aereo da Lisbona. Decine di fan in attesa: «Perché lui in carcere e i politici no?»

MILANO - Un gruppo di alcune decine di fan lo aspettava all'aeroporto di Malpensa. «Corona, Corona», hanno scandito. «Perché lui in carcere e i politici no?», ha urlato qualcuno. Fabrizio Corona, il fotografo condannato definitivamente a 5 anni di carcere, è atterrato alle 17.15 di venerdì a Malpensa dopo il volo da Lisbona. Appena sceso dalla scaletta del velivolo, Corona è stato caricato su un'auto della polizia, scortata da altri due mezzi delle forze dell'ordine, e portato negli uffici della Polaria, nell'area extradoganale, per il disbrigo delle formalità legate all'estradizione. Poi è stato fatto salire su un fuoristrada scuro, con il quale ha lasciato l'aeroporto, diretto, secondo quanto riferito, al carcere di Busto Arsizio. Il suv era scortato da alcune macchine della polizia e della polizia penitenziaria. La partenza si è svolta alla presenza di decine di fotografi e troupe televisive. Il lungo corteo di auto ha anche creato qualche problema al traffico. Anche davanti al carcere si era creata una piccola folla di fan in attesa. Continua..


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15 gennaio 2013

Quando eravamo Re


E’ opinione abbastanza diffusa che con il sangue versato nel sequestro di Aldo Moro le BR siano state molto vicine alla “vittoria”, al raggiungimento del loro obbiettivo di sovvertire o perlomeno di piegare alla loro volontà lo Stato Italiano. E a mio avviso non è un’opinione molto distante dalla realtà..

E’ trapelato dai molti segreti legati al rapimento e all’omicidio di Aldo Moro che ad un certo punto della sua prigionia lo statista democristiano, capito di essere stato sacrificato dalla DC e dalle Istituzioni italiane ed internazionali (USA in testa), decise di rivelare alle BR informazioni particolareggiate sullo Stato italiano, sulla politica interna ed internazionale, sull’economia, informazioni trascritte a macchina da Prospero Gallinari in un memoriale mai completamente ritrovato, informazioni che le BR avrebbero potuto usare per stravolgere la politica di quel tempo, per costringere lo Stato italiano a cedere nei loro confronti.

La domanda che si fecero tutti in quel periodo, quando le coscienze erano ancora vive e sveglie, fu “perché Moro fu ucciso?”. Perché non rilasciarlo una volta ottenuto da lui quello che volevano, materiale che avrebbero potuto usare come e meglio di qualsiasi arma contro lo Stato (da loro considerato) “schiavista”del popolo?

Con la crudele ed inutile (dal punto di vista della “lotta” politica delle BR) uccisione di Aldo Moro l’opinione pubblica dell’epoca, ancora sveglia e reattiva, capì che le BR in realtà non lottavano per il popolo, ma conducevano una loro “incomprensibile” battaglia di ideali puramente teorici, che era diventata - in pratica - solo una spietata storia di assassini. E da lì a poco le BR trovarono la loro fine, senza nuove leve disposte ad arruolarsi, i pochi rimasti ancora in libertà o finirono uccisi in scontri a fuoco con le forze dell'ordine o dietro le sbarre a vita.

In quell’epoca travagliata eravamo certamente più padroni di noi stessi, dei nostri desideri. Sapevamo cosa era buono e cosa era cattivo e quindi sapevamo cosa era giusto desiderare e cosa non lo era..

Oggi, a confronto, facciamo un po’ pena.. Stiamo lì inebetiti di fronte al televisore guardando la “novità” politica che ci propone Bersani che si allea con Vendola (in "alternativa" al già D’Alema-Bertinotti), o l’altra “novità” politica dell’alleanza Berlusconi -Maroni (invece di Berlusconi-Bossi, che dal 1994 ad oggi hanno governato facendo danni per circa 10 anni..), o dell’ultimissima novità del prof. Mario Monti, che con Casini-Caltagirone, Montezemolo-FIAT e Passera-ABI vorrebbero governare per il "bene comune", per il bene del popolo sovrano..

Ma che diavolo ci è successo? Eravamo Re e ci siamo ridotti, con le nostre mani, a schiavi servili e compiaciuti di un potere ben peggiore di quello che governava 40 anni fa..  

 

Morto Gallinari, il brigatista «contadino»

Considerato l'assassino materiale di Aldo Moro, non è stato lui a sparare e non disse nulla per anni. Aveva 62 anni

Per molti anni è stato considerato l’assassino materiale di Aldo Moro. Non solo il carceriere, ma il killer che fece fuoco sul presidente della Democrazia Cristiana, all’alba ore del 9 maggio 1978. Non era vero, a sparare fu un altro brigatista, ma Prospero Gallinari non disse nulla per tutto il tempo in cui ebbe addosso quell’etichetta. Continua..


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