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Non mi sono dato alla politica perché non sopportavo l'idea di avere sempre ragione!
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Ho riletto "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemigway. E' stato terribile e spietato, nella sua semplice bellezza, come tutte le altre volte.. Certe opere dell'intelletto umano vanno ben oltre le potenziali capacità di chi le produce, come ben sanno gli stessi autori, che difficilmente nella loro vita riescono a ripetere il 'miracolo'. "Il vecchio e il mare", ma anche "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, sono 'prodotti' unici perché l'autore è riuscito a riprodurre in loro, senza avere piena coscienza di come abbia fatto, quelle emozioni, quei sentimenti, quegli stati d'animo umani dei quali si ha solo una coscienza diretta, cioè – al massimo – si riescono a vivere. Quindi riuscire a trasferirli ad altri attraverso lo strumento della ‘parola scritta’ è veramente un’impresa disperata, come ebbe a dire più volte lo stesso Hemigway ai vari aspiranti scrittori. Ad esempio, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco è sicuramente un bellissimo romanzo, originale e coinvolgente, ma non ha la ‘magia’ delle opere uniche; i sentimenti, le emozioni in questo romanzo vengono perfettamente descritte e maestralmente ‘proiettate’ nel contesto più appropriato, ma non vanno oltre, cioè non fanno scattare in chi legge quel meccanismo che si attiva quando queste emozioni vengono realmente vissute.                            


Strani personaggi..
 

 
I miti a motore!



Parlamento pulito?


IPSE Dixit                                      "I più pensano che in politica bisogna far tacere la coscienza e che quindi vi sia una morale per l'uomo politico ed una per l'uomo privato. Per me la morale è una sola, e chi è canaglia nella vita politica, resta canaglia anche nella vita privata."  Sandro Pertini




Le foto presenti su Aralda sono
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pubblicazione, non avranno
che da segnalarlo
a: radioaralda@virgilio.it,
che provvederà prontamente
alla loro rimozione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il buon pensiero: "Ognuno vale quanto le cose a cui dà importanza."
(Marco Aurelio)


 

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30 settembre 2004

Corvo Rosso




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30 settembre 2004

India: strani castelli di sabbia..




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29 settembre 2004

Un servizio dei Servizi..?

Meno male, erano i nostri!!! O perlomeno, “meglio così”.. Le due Simona sono tornate a casa, sotto le luci della ribalta. Da oggi dovranno fare faticare non poco per dividere equamente il loro tempo tra RAI, Mediaset, quotidiani e settimanali vari, visite ufficiali a Piazzale Clodio (solo per le formalità di rito..), a Porta a Porta, al Quirinale, a Palazzo Chigi, in Vaticano.. Tutti contenti, insomma! Le due povere Simona, che dopo tre settimane di paura e di incertezza per il proprio futuro tornano a casa, le famiglie, che si tolgono un’enorme peso dal cuore, le Istituzioni (Letta e Frattini in testa) che faranno la “bava” di fronte alle telecamere per raccontare di “come sono stati bravi”, i servizi segreti, che con questa operazione, pulita e (quasi) indolore hanno fatto “ballare” tutti i leader mondiali, islamici compresi, e hanno fatto mobilitare la pubblica opinione - soprattutto quella di religione islamica -  a favore delle due povere ragazze italiane volontarie in Iraq per aiutare i bambini, vittime innocenti - come al solito - della pazzia degli adulti. Quindi a favore del “pensiero occidentale”,  cioè del pensiero di G. W. Bush, che ritiene che per vincere il terrorismo internazionale si debba necessariamente bombardare in ordine sparso l’Iraq e l’Afganistan (…), uccidendo anche i bambini (tanti, purtroppo), le donne, i vecchi, distruggendo le case, le strade, l’economia, la dignità dei popoli di quelle nazioni.. Per poi poter tranquillamente ricostruire su quei cadaveri, le case, le strade, l’economia (pro USA).. E del milione di dollari pagato dall’erario (prelevato, si dice, dai fondi “particolari” dei nostri servizi segreti..), che ne è stato? Sicuramente ha riempito le tasche dell’organizzazione locale che ha reso possibile il tutto.. Beh, come si dice.. Tutto bene quello che finisce bene, no?!?            

 

< Chi ha fatto il “servizio” alle Simona?

Ascoltavo distrattamente ieri uno degli innumerevoli sevizi dedicati alle povere due Simona, dove tentavano – giornalisticamente – di fare un po’ di luce nel buio (sembra) pesto di questa vicenda. Un paio di particolari sulle modalità di questo sequestro, riportati quasi di ‘sponda’ da uno dei giornalisti mi ha però fatto però riflettere. Si diceva che il commando che ha sequestrato le tre ragazze (non dimentichiamoci della ragazza irachena..) era composto da 20 persone, tutti a viso coperto e – ed ecco il  primo particolare – tutti dotati di giubbotto antiproiettile! In Iraq un giubbotto antiproiettile costa circa 2000$, un lanciagranate circa 500$, una pistola semiautomatica circa 150$, un fucile mitragliatore kalashnikov circa 100$. Mi chiedo quindi il perché questi guerriglieri/terroristi/banditi, mostrati in TV sempre mal vestiti e male equipaggiati, improvvisamente si ritrovano disposti spendere ben 2000$ a testa per acquistare un oggetto ‘inutile’ dal punto di vista offensivo.. Il secondo particolare che a mio avviso merita di essere messo in risalto e che questi guerriglieri/terroristi/banditi a volto coperto hanno fatto irruzione nel locale con una lista di nomi in mano, domandando a tutti il nome. Individuate le ragazze italiane e la ragazza irachena, le hanno prelevate e portate via. Poi ci sono le rivendicazioni via internet, che risultano agli esperti “poco credibili”, perché sembrano fatte apposta per.., cioè sembrano “costruite ad hoc”! Tutto ciò fa pensare ad una di quelle operazioni definite dai servizi segreti occidentali, “sporche”, cioè organizzate dai stessi servizi segreti dei paesi impegnati nel conflitto (USA, UK, Italia) per mantenere alta la tensione nella zona, e dare modo ai leader del proprio paese di giustificare al proprio interno, cioè alla popolazione - che alla fine è quella che ‘paga il conto’ – la necessità di restare ancora lì. Se così fosse, una cosa buona in tutto questo schifo c’è: se fossero stati i “nostri” a sequestrare le ragazze, c’è una buona probabilità che queste la facciano franca, a meno che non succeda un evento irreparabile, cioè che una delle ragazze scopra chi c’è veramente dietro il cappuccio del proprio sequestratore. Perché in questo caso, non avrebbero nessuna via di scampo..! http://aralda.ilcannocchiale.it - 15 Settembre 2004 >




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28 settembre 2004

Beslan un mese dopo..

< I terroristi hanno i volti neri. Sono grandi, incombono nello spazio coi loro corpi giganteschi, sono armi, come quelle che imbracciano. Ai loro piedi figure più piccole, di spalle, le braccia alzate sopra la testa. Sono bambini, i volti cancellati alla nostra vista. Sono i bambini che però hanno visto la morte, l'angoscia, il sangue di compagni, amici, fratelli uccisi a Beslan. E la disegnano su fogli di quaderno zeppi di quel 1 settembre 2004 che non si scolla dalle loro teste. Il New York Times, entrato nella scuola dell'orrore a un mese di distanza, pubblica oggi un reportage dove i disegni dei piccoli sopravvissuti, i messaggi di solidarietà scritti col gesso sulle lavagne, le bottiglie di plastica e le scarpe rimaste al suolo senza qualcuno che ne rivendichi più la proprietà e insomma ogni cosa incontrata per i corridoi e nelle aule a riporta l'eco della strage. Immagini in bianco e nero - scattate da James Hill - dure, difficili, che si accompagnano alle storie dei sopravvissuti raccolte da Seth Mydans per il quotidiano di New York. Come quella di Vova Tumayev, che ogni mattina prepara la colazione per tre. Ma dopo essersi seduto per qualche minuto da solo, sparecchia. Sua moglie e l'adorato figlio di 10 anni non si sveglieranno più. Da Repubblica.it >




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28 settembre 2004

Satirà si, ma con educazione!

Il fatto che il Sig. Giuliano Ferrara ‘non si possa guardare’ da nessuna angolazione possibile, temo sia ormai una cosa accertata e accettata anche dal più duro e puro “figlio di Berlusconi”. Però, la pubblica decenza ha un limite che non va oltrepassato per nessuna ragione! Il Sig. Luttazzi – come chiunque in questo Paese, almeno sino ad oggi – in privato può dire ciò che vuole. In pubblico deve – come tutti, del resto – cercare formule che non oltrepassino la sempre più labile soglia della decenza, calpestando il rispetto della persona, chiunque essa sia, fosse pure Giuliano Ferrara!     

 

Pierluigi Battista per La Stampa

< La destra italiana non è certamente una meraviglia dell'intelletto e dello stile. E si possono anche comprendere le bacchettate pedagogiche che quotidianamente le impartiscono i Michele Serra e i Furio Colombo esteticamente inorriditi dalla volgarità, grossolanità, sguaiata aggressività, intollerabile rozzezza che spesso emana dagli avversari trattati alla stregua di barbari.

Poi però accade che i maestri del bon ton, imbarazzati, scelgano la strada del silenzio imbarazzato quando le manifestazioni grevi di odio assoluto, lo squadrismo verbale e la prepotenza disgustosa prendono piede nella loro riverita tribù di elegantoni per diritto divino.
Un lettore del Foglio, per esempio, fa notare che nel corso di uno spettacolo milanese Daniele Luttazzi (un poveraccio che già in un'altra occasione ha affermato che la parola «sionista» equivale a un insulto) ha definito così Giuliano Ferrara tra le ovazioni della folla: «L'alone di feci e sperma che viene lasciato sul lenzuolo dopo un rapporto anale, detto il Giulianone».

L'esibizione puerile di un fissato che si diverte con la cacca e la pipì, forse. Un gesto di irrefrenabile creatività satirica, forse. O forse, la manifestazione di disprezzo incondizionato, totale, senza mediazioni intellettuali, una manganellata proditoria alle spalle, la somministrazione di un bel po' di olio di ricino.
Ma non risultano perplessità in chi deplora senza sosta la volgarità e l'aggressività degli altri, i barbari doc. In questo caso, i maestri del buon gusto non sentono, non vedono, non leggono perché conviene non sentire, conviene non vedere, conviene non leggere. Inoltre, si capisce, il guitto non indossava nemmeno la bandana. E allora taci, il nemico ti ascolta.
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22 settembre 2004

Nuovi amici o provaci ancora Muammar?!?

Sembrano lontanissimi i tempi dei dirottamenti aerei (mai completamente risolti), delle bombe, dei missili verso Lampedusa.. Eppure il soggetto interessato è sempre lui: Muammar Gheddafi, il “padrone” incontrastato della Libia*. Figlio di due poveri beduini nomadi e analfabeti, non si conosce il giorno esatto della nascita, in quanto in quel tempo, in Libia, non esisteva l'obbligo di registrare la nascita dei neonati. Fin dalla più tenera età all'unico figlio maschio della famiglia era assegnato il compito di far pascolare le capre e i cammelli, di raccogliere l'orzo ed il grano ed era concesso l'onore di imparare a leggere il Corano, il libro sacro dell'Islam, nelle lezioni tenute all'ombra di un ulivo da un fghih, un maestro che passava da un accampamento di beduini all'altro, vivendo delle offerte ricevute. Tra il 1956 ed il 1961 Gheddafi frequentò le scuole islamiche a Sirte e a Sebha, il capoluogo del Fezzan, la regione più desertica e meno popolata del paese. Al termine della carriera scolastica si iscrisse all'Accademia militare di Bengasi, concludendo il corso brillantemente nel 1968, dopo un breve periodo di specializzazione a Beaconsfield, in Gran Bretagna. Il 1 settembre 1969, mentre il sovrano Idris I si trovava a Bursa, in Turchia, in un complesso termale con la moglie Fatima ed un seguito di trentacinque persone, in Libia venne effettuato un colpo di Stato militare, incruento non soltanto a Bengasi, centro della sollevazione, ma anche negli altri punti nodali del paese: la capitale Tripoli, Tobruk, il piccolo porto fatale a Rommel nella Seconda Guerra Mondiale, Derna, Beida e Sebha, dove tra i banchi di scuola era nata la rivoluzione. Alcuni giovani ufficiali di tendenze progressiste sancirono la fine della monarchia: il potere venne assunto dal Comando della Rivoluzione, guidato da un Consiglio composto di dodici uomini, con a capo il Colonnello Muammar Gheddafi. A poco più di ventisette anni (già colonnello?!? – N.d.R.), era il più giovane Capo di Stato del mondo. La Costituzione provvisoria definiva la Libia "una Repubblica araba libera e democratica". Il nuovo governo venne subito riconosciuto da Egitto, Sudan, Iraq e Siria, ma non tardarono le note ufficiali anche di Unione Sovietica, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia ed Italia. Oggi il comitato dei rappresentanti degli Stati membri presso la Ue ha cancellato tutte le sanzioni contro la Libia imposte dalla UE nel 1986 e anche quelle successive imposte nel 1992, in seguito all'embargo Onu. L'embargo contro la Libia riguarda armi e equipaggiamenti militari (tra cui jeep, elicotteri, aerei e altri mezzi) e anche misure economiche, con il congelamento di fondi libici all'estero e il divieto nella fornitura di beni e servizi civili legati all'industria petrolifera. Spero solo che, ora che il colonnello può rifarsi il ‘guardaroba balistico’ con la benedizione dei maggiori produttori di armi del mondo (tra i quali USA e Italia..), non gli venga in mente di provare ad “aggiustare il tiro” (per ricordare i due Scud-B diretti alla base di ascolto statunitense Loran-C che caddero a poca distanza dalle coste italiane – era il 1986)!

 

* Una curiosità: il nome LIBIA era stato riesumato dal governo fascista nel 1934, quando venne presa la decisione di unificare le tre province di Tripolitania, Cirenaica e Fezzan, realizzando un unico corpo statale di quasi due milioni di chilometri quadrati. Libia, infatti, era il termine con cui i Greci chiamavano tutte le terre conosciute ad occidente dell'Egitto, al di là della civiltà sorta sulle fertili rive del Nilo.

 

< Via libera oggi all'abolizione delle sanzioni, su proposta
dall'Italia. La soddisfazione del ministro Frattini
Libia, l'Unione europea decide la revoca totale dell'embargo
Il provvedimento restrittivo era in vigore dall'86
La ratifica dello stop ci sarà il prossimo 11 ottobre

BRUXELLES - Una decisione annunciata, e importante: i venticinque paesi dell'Unione europea hanno deciso la revoca totale dell'embargo verso la Libia. Una delibera avanzata dall'Italia, e in linea con l'abolizione dell'embargo commerciale già avanzata dagli Stati Uniti di George W. Bush. Continua.. >




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22 settembre 2004

c.v.d.

Per quanti nutrivano ancora dei dubbi sulla reale utilità del servizio di Leva obbligatorio!

< Tre banditi armati e con il volto coperto hanno fatto irruzione
in una postazione dell'Aeronautica di Capo Bellavista nel nuorese

Rapinato deposito militare, rubati 13 fucili da guerra

NUORO - Tre banditi hanno fatto irruzione questa notte in una postazione militare dell'Aeronautica nella zona di Capo Bellavista, sulla fascia centro-orientale della Sardegna, distaccamento del poligono militare di Quirra, nei pressi di Arbatax, nel nuorese.
Due malviventi col volto coperto da passamontagna e armati, mentre un terzo faceva da palo, sono entrati nel recito della base militare. Dopo aver legato e imbavagliato il piantone, hanno assaltato l'armeria) impadronendosi di tredici fucili da guerra, munizioni e due binocoli. Al momento della rapina i commilitoni del piantone non erano presenti. I banditi sono poi fuggiti a bordi di una Fiat Uno facendo perdere le tracce.
Non appena è stato dato l'allarme, sul posto sono accorso militari e carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro e sono scattate le ricerche che non hanno dato per ora alcun esito.
La postazione sarebbe tra quelle istituite negli ultimi mesi nell'ambito del programma "Domino" di sorveglianza di possibili obiettivi di azioni terroristiche. La base militare gestisce un radar e una stazione meteorologica e in questo momento ospitava alcuni militari del 151mo battaglione della Brigata Sassari. (Repubblica.it - 22 settembre 2004)
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21 settembre 2004

Roma-Dinamo Kiev: in esclusiva l'intervista del "colpevole" del ferimento dell'arbitro Frisk!

< Battendo l’indolenza della solita stampa che preferisce i comunicati ufficiali alla ricerca della verità, CdR è riuscito a rintracciare uno dei protagonisti della brutta serata di Champion League che è sfociata nel ferimento dell’arbitro Frisk. Attraverso una fonte che ci ha chiesto di rimanere anonima abbiamo rintracciato e intervistato l’Euro che materialmente ha causato la ferita, ecco l’intervista esclusiva che ha rilasciato a CdR raccolta dal noto Big Luc.


CdR: Nel momento della bagarre tutti sono andati in soccorso dell’arbitro ma nessuno si è preoccupato di lei che stava a terra. Si aspettava tanto clamore?
Euro: Mah, personalmente no. Io faccio parte di una moltitudine di individui tutti uguali ai quali hanno persino negato il plurale. Siamo abituati a chi parla male di noi. E’ da quando siamo entrati in corso che si parla male dell’Euro, non ce l’hanno con nessuna moneta in particolare, ma la categoria ne risente.

CdR: Ci parli un po’ di lei
Euro: Non ho molte cose da dire, sono stato coniato un paio di anni fa e si sa come è la nostra vita. Non fai a tempo ad uscire dalla macchinetta che ti impacchettano e ti mandano subito in giro.

CdR: Che cosa ha fatto in questi due anni?
Euro: Le solite cose di noi monete. Da una tasca all’altra, da una cassa all’altra, da un carrello del supermercato all’altro. Qualche videopoker e un paio di flipper. La nostra vita è così, qualche sosta e tanto movimento. Se però posso dirle cosa preferisco io le confesso che ho una predilezione per le tasche e per le casse. Li dentro si fanno un sacco di amicizie.

CdR: Fino a mercoledì sera e alla ribalta internazionale. Come ci è arrivato?
Euro: Assolutamente in maniera del tutto casuale. Il tizio al quale debbo la mia notorietà mi ha preso come resto in un bar, mi da depositato nella sua tasca e io me ne sono stato li tranquillo a chiacchierare con altri spicci.

CdR: Lo sa che lo stanno cercando? Sarebbe in grado di riconoscerlo?
Euro: Guardi, sono sincero, per noi le mani sono tutte uguali mentre le tasche sono fatte quasi sempre con la stoffa delle fodere. Difficile quindi stabilire se si trattasse di un poveraccio o di uno ricco. Le banconote, soprattutto quelle di grande taglio, sono più fortunate, ma noi spicci abbiamo a che fare veramente con tutti. Lei pensi che a me mi hanno dato spesso anche in elemosina.

CdR: Ma lei si sarà fatto un’idea?
Euro: Io posso solo dirle alcune cose. La prima è che a un certo momento ha cominciato ad incazzarsi e a dire un sacco di parolacce. Io non mi rendevo conto di dove fossimo e delle ragioni di tanto accanimento trovandomi ancora dentro alla tasca. La seconda è che per me si è trattato di una frazione di secondo. Quando mi ha tirato fuori, con tutta quella luce, li per li non mi sono neanche bene reso conto. Penso però che dovesse essere un tipo bello gagliardo perchè m’ha fatto fare un volo di trenta metri che lo ‘possino ammazzallo’ (ma questo non lo scriva che non vorrei avere delle noie)

CdR: E poi?
Euro: Le ho detto si è trattato di un istante. Mi sono sentito afferrare da due dita mentre stavo a chiacchierare con una moneta da due e un con un po’ di centesimi che fanno sempre un gran casino…

CdR: Non divaghi, venga al dunque per favore..
Euro: Le dicevo che mi sono sentito afferrare da due dita, portare in alto e poi lanciare. Sono partito con una bella velocità e..

CdR: E lei che ha fatto?
Euro: E che dovevo fare? Ma lei mi ha visto bene come sono fatto? Lei pensa che io sia un oggetto molto aerodinamico? Io sono rotondo e piatto e spesso in volo mi ribalto. Ho cercato di governare fino all’ultimo quando soprattutto vedevo una bella testona tutta piena di meches che si avvicinava a gran velocità. Ho cercato di fare il possibile ma l’impatto è stato tremendo.

CdR: Gli ha fatto molto male?
Euro: Io a lui praticamente un diamine (mi scusi, volevo dire quasi nulla), un taglietto di un paio di millimetri. Lui invece a me mi ha fatto un male tremendo. Mi ha dato una capocciata che m’ha fatto rimbalzare e per un po’ addirittura non c’ho visto più senza contare che, cadendo a terra, ho dato un'altra bella botta. Non mi ci faccia pensare, mi sento ancora male adesso. E poi si sono buttati tutti su di me come se io fossi il colpevole urlando in lingue strane parole incomprensibili. Alla fine m’ha preso in mano uno e ha cominciato a dire “E’ lui! E’ lui!”

CdR: E lei come si è sentito?
Euro: Ho provato un grandissimo imbarazzo. Tutta l’attenzione concentrata su di me mentre il biondino che m’aveva dato la capocciata invece di chiedermi come stavo si è buttato per terra. Una gran confusione sotto ai riflettori e alla TV. Io, che ero anche un po’ tramortito, stavo con tutti che mi mettevano le dita addosso, insomma non ho passato dei bei momenti..

CdR: Ha saputo che all’inizio l’avevano preso per un accendino?
Euro: Mi perdoni ma debbo fare a questo proposito una dichiarazione precisa. Si tratta di voci calunniose messe in giro da quelli stronzi dei Bic che si fanno spalleggiare da quei boriosi degli Zippo. Sono accendini di scarso pregio e capita che a volte lancino anche loro ma sempre con effetti minimi. Non raggiungono quasi mai nessun bersaglio. In pratica sono dei buoni a nulla!

CdR: E ora come sta?
Euro: Meglio, grazie. Dopo le prime fasi concitate mi ha preso un commissario della DIGOS che mi ha messo in tasca togliendomi da tutto quel casino. Lei pensi che mi ha mostrato anche alcune volte in televisione, ma siccome aveva in tasca anche altri euro, qualche volta ha mostrato me e qualche volta ha mostrato gli altri, è il problema nostro che siamo tutti uguali. E poi lei lo sa come è fatta la Polizia. Basta che ci sia un colpevole da mostrare in televisione, chi è, è, non si va tanto per il sottile.

CdR: E adesso cosa si aspetta dal futuro, sa che rientrerà nell’anonimato…

Euro: Innanzitutto per anni si ricorderanno di me e del mio volo e andrò ancora tante volte in televisione, il che non è poco. La mia preoccupazione attuale riguarda solo il rischio che mi mettano da solo dentro ad una bustina come corpo del reato. Spero che il Commissario si sbagli e mi spenda. Le confesso che non vedo l’ora di tornare in giro, magari in qualche bella cassa di un cinema o di un supermercato. La nostra vita è puro movimento e a volte, per i più fortunati, c’è anche l’ebbrezza del volo.

CdR: Allora le auguriamo buona fortuna e la ringraziamo per averci rilasciato l’intervista.
Euro: E’ stato un piacere, e mi saluti i tifosi romanisti. Nonostante tutto quello che è successo so che hanno disapprovato il gesto di quello che mi ha lanciato, ma so anche che in molti avrebbero voluto essere al posto mio.
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20 settembre 2004

Quando si dice “un messaggio” chiaro alla corruzione!

La corruzione, la frode, la truffa e i soldi sembrano essere una sola cosa, in tutto il mondo. Solo che qui da noi, ultimamente, vengono chiamate “finanza creativa”, e le persone che meglio si cimentano in queste pratiche, vengono addirittura elogiate, osannate, votate ed elette alla guida del Paese.. Però, siccome, a pagare sono sempre i soliti - cioè il popolo ‘sovrano’ piccolo risparmiatore -, mi chiedevo: perché non proporre ai signori che ci rappresentano a Palazzo Chigi di fare una serie di leggi che rendano più dure le pene previste per questo tipo di reati? Quelli di Palazzo Chigi, in un certo senso, “c’è lo devono”.., in fondo gli paghiamo lo stipendio e gli extra! Non dico che si deve arrivare all’eccesso cinese (vedi sotto), noi siamo europei e non abbiamo più nulla da spartire con la pena di morte, però, soprattutto dopo i fatti della Parmalat (un danno economico ai piccoli risparmiatori pari al 1,2 punti percentuali del PIL!) e delle banche colluse, sarebbe il caso di dare a questi signori un “segnale” chiaro: rubare, in tutti i modi, è reato, e chi ruba viene punito (parecchio) e finisce in prigione! Semplice, no? Invece no! Purtroppo tra i finanzieri/banchieri/imprenditori/avvocati che abbiamo mandato al Governo di questo paese c’è ancora parecchia resistenza nel percepire questo semplice concetto, direi una “strana resistenza,” che farebbe pensar male… E così, molto probabilmente, nonostante l’enorme lavoro che sta facendo la magistratura per far luce sui colpevoli di quei tristi fatti, nessuno dei signori responsabili del furto dei milioni di euro sottratti alla povera gente vedrà mai una cella, e questo perché quei milioni di euro non sono stati rubati dalla cassaforte di una banca pistola alla mano, ma con una serie infinita di astute operazioni di “finanza creativa”..  

 

< Tempi grami per i banchieri cinesi. I top manager di due istituti sono stati fucilati martedì scorso dopo una condanna per frode.

Le esecuzioni, di cui ha dato notizia l’agenzia di stampa governativa Xinhua, sono arrivate dopo un processo sbrigativo, che rientra nell’offensiva di Pechino contro la corruzione e la malagestione bancaria.

Le autorità monetarie di Pechino coltivano da anni il sogno di quotare in Borsa, a Hong Kong, i maggiori istituti di credito del Paese. Ma finora il progetto è rimasto nel congelatore per il macigno di cui sono gravati i loro bilanci. In pieno boom economico, con il Pil che continua a crescere al ritmo del 7% l’anno, le banche del gigante rosso hanno concesso una vagonata di prestiti a società che non riescono ad onorarli. Su 1.000 yuan di finanziamenti erogati si calcola che almeno 250 siano inesigibili. Finora Pechino ha messo mano al portafoglio pompando ingenti risorse pubbliche per risanare i bilanci anemici, ma da qualche mese le autorità monetarie rispondono picche alle richieste di aiuto. E il governo ha adottato la mano dura con i banchieri poco accorti nella gestione d’impresa. A finire davanti al plotone d’esecuzione sono stati Wang Liming, ex capo della tesoreria alla China Construction Bank, e Liang Shihan, direttore di una delle filiali più importanti della Bank of China. Entrambi erano accusati di truffa ai danni dei clienti e di frode in bilancio, avendo falsificato parecchi documenti contabili. Poco o nulla è filtrato sui processi. Guardacaso, però, i due condannati lavoravano per i due colossi del credito che Pechino ha salvato dal tracollo lo scorso mese di gennaio dal crak, con una maxi- iniezione di liquidità pari a 45 miliardi di dollari. E negli ambienti finanziari della capitale si sussurra che le esecuzioni siano più un avvertimento al sistema bancario nel suo insieme, piuttosto che delle esemplari misure antifrode. Da: http://www.noreporter.org/ >




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20 settembre 2004

L'europa Unita sembra la "nostra" Casa delle Libertà: ognuno si fa i c...i suoi!

Petizione contro le tariffe ADSL
(Tratto da: http://www.petitiononline.com/adsl04it/petition-sign.html)


Riguarda tutti quelli che usano internet: c'e'un abisso tra Italia e la Francia per le tariffe, E PER IL SERVIZIO TECNOLOGICO OFFERTO dalla nostra Telecom e altri gestori.


LEGGETE, FIRMATE E PASSATE LA VOCE.


Salve, vi riporto il link ad una discussione sul forum del sito Hardware Upgrade in cui si parla di tariffe ADSL italiane ed estere,anche se la discussione era nata per i commenti ad una notizia riguardante France Telecom. In questa discussione, si parla principalmente delle tariffe per linee ADSL, con confronti tra i servizi italiani ed esteri, nella fattispecie francesi. Vi riporto a titolo informativo alcuni esempi tranquillamente documentabili della situazione scandalosa in cui versa la telefonia ed in questo caso la fornitura di servizi internet nel nostro paese.


Esempio 1:


Tele 2 Italia e Tele2 France.
Stesso identico sito, stessa grafica con il rosso come colore dominante. Sul sito http://www.tele2.it si pubblicizza la ADSL fino a 640 kbit/s a 33,95 euro mensili, mentre su http://www.tele2.fr nello stesso spazio campeggiano le scritte che pubblicizzano la linea 1024kbit/s (il doppio) a 14,85 euro/mese e la 2048kbit/s (il quadruplo) a 19,85 euro/mese.


Esempio 2:


Telecom Italia e Telecom Italia France.
Su http://www.aliceadsl.fr è possibile vedere l'offerta che il nostro ex (di nome ma non di fatto) monopolista per la telefonia fissa propone ai cugini transalpini. Le offerte sono la Alice Super a 1024Kbit/s in promozione a 5,48 euro al mese e la Alice Super 3M a 3072Kbit/s sempre in promozione a 12,48 euro al mese. Telecom Italia nel nostro paese invece cosa offre? Un'occhiata al sito http://www.aliceadsl.it per vedere che "l'internet delle meraviglie" nostrana a noi clienti italiani costa 36,95 euro per la linea 640Kbit/s e la bellezza di 64,95 euro al mese per la linea a 1024Kbit/s.


STATE FACENDO QUALCHE SOTTRAZIONE?


Ultimo esempio:


Tiscali Italia e Tiscali France.
Cosa offre da noi l'azienda di Renato Soru? Su http://abbonati.tiscali.it/adsl/a linea ADSL 640kbit/s a 36,95 euro mensili (stesso prezzo di Telecom Italia), mentre quella a 1024Kbit/s a 56,95 euro. Oltralpe com'è la situazione? Una visitina all'indirizzo http://register.tiscali.fr/adsl/ per vedere in bella mostra le offerte 1024Kbit/s e 2048Kbit/s a 30 euro e la linea 512Kbit/s a 20 euro/mese.


Quello che mi viene da pensare è questo: cosa abbiamo noi italiani? Non mi sembra che quando mi guardo allo specchio o guardo in faccia un mio connazionale vedo in fronte la scritta "scemo". Perché voi ci fate pagare molte volte più del doppio rispetto alle altre nazioni per un servizio inferiore sotto tutti i punti di vista? Perché nelle altre nazioni arrivate a dare le linee ADSL, a velocità che a volte raggiungono anche quelle della fibra ottica, anche ai paesini sperduti mentre qui in Italia alcuni paesi sanno già che non avranno MAI l'ADSL e di fibra ottica non se ne parla se non grazie a FastWeb (operatore che comunque eroga i suoi servizi solo in pochissime grandi città)? Non è possibile che noi italiani dobbiamo farci spennare da persone che all'estero offrono un servizio che qui ci sogniamo la notte, oltretutto a prezzi stratosferici se paragonati a quelli praticati all'estero, come vi ho fatto vedere anche solo nella vicina Francia, senza andare a cercare in paesi lontani. E' questo il progresso informatico di cui si vanta l'Italia in Europa? Degli operatori che da noi fanno fatica a portare le loro ADSL da 256 a 640Kbit/s mentre all'estero forniscono delle linee che viaggiano a velocità anche quadruple o più? Io dico che in Italia è da rivedere al più presto la situazione per quanto riguarda la telefonia in tutti i suoi settori, sia essa fissa, mobile, internet. Ci siamo stufati di questa situazione e ora è giunta per noi l'ora di farci sentire.


FIRMA LA PETIZIONE
http://www.petitiononline.com/adsl04it/petition-sign.html




permalink | inviato da il 20/9/2004 alle 14:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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