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Non mi sono dato alla politica perché non sopportavo l'idea di avere sempre ragione!
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Ho riletto "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemigway. E' stato terribile e spietato, nella sua semplice bellezza, come tutte le altre volte.. Certe opere dell'intelletto umano vanno ben oltre le potenziali capacità di chi le produce, come ben sanno gli stessi autori, che difficilmente nella loro vita riescono a ripetere il 'miracolo'. "Il vecchio e il mare", ma anche "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, sono 'prodotti' unici perché l'autore è riuscito a riprodurre in loro, senza avere piena coscienza di come abbia fatto, quelle emozioni, quei sentimenti, quegli stati d'animo umani dei quali si ha solo una coscienza diretta, cioè – al massimo – si riescono a vivere. Quindi riuscire a trasferirli ad altri attraverso lo strumento della ‘parola scritta’ è veramente un’impresa disperata, come ebbe a dire più volte lo stesso Hemigway ai vari aspiranti scrittori. Ad esempio, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco è sicuramente un bellissimo romanzo, originale e coinvolgente, ma non ha la ‘magia’ delle opere uniche; i sentimenti, le emozioni in questo romanzo vengono perfettamente descritte e maestralmente ‘proiettate’ nel contesto più appropriato, ma non vanno oltre, cioè non fanno scattare in chi legge quel meccanismo che si attiva quando queste emozioni vengono realmente vissute.                            


Strani personaggi..
 

 
I miti a motore!



Parlamento pulito?


IPSE Dixit                                      "I più pensano che in politica bisogna far tacere la coscienza e che quindi vi sia una morale per l'uomo politico ed una per l'uomo privato. Per me la morale è una sola, e chi è canaglia nella vita politica, resta canaglia anche nella vita privata."  Sandro Pertini




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Il buon pensiero: "Ognuno vale quanto le cose a cui dà importanza."
(Marco Aurelio)


 

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25 agosto 2015

Una letterina per il letterato Antonio Pennacchi


Leggo da un articolo pubblicato sul il Fatto Quotidiano il 23/8 scorso (“La polemica - a ciascuno le sue esequie. qui c’è aria di razzismo) la sua interpretazione su quanto è successo a Roma per il funerali di Vittorio Casamonica: "Io non so se il fu Vittorio Casamonica sia stato per davvero – e fino a che punto – camorrista e mafioso. Quello che so però è che in uno Stato di diritto non basta sospettare qualcuno d’esserlo, per poterlo poi definire tale e definire tali – con lui –tutti quelli che vanno al suo funerale. “Ma se era davvero così fuori norma e aveva fatto quello che voi dite – si chiede il parroco salesiano di Don Bosco, don Giancarlo Manieri – perché non lo avete arrestato, lasciandolo invece a piede libero? Vi aspettavate che lo arrestasse da morto il suo parroco in chiesa? Io faccio il prete, non il poliziotto” e non mi pare che abbia tutti i torti, povero parroco messo dai giornali sulla croce."

Volevo giusto chiederle il perché,  prima di donarci attraverso un giornale a tiratura nazionale (e sempre presente sul grande WEB) una sua personale interpretazione su un fatto, non si informa meglio su come si sono svolte effettivamente le cose inerenti quel fatto?

Guardi, è facile.., e se ci sono riuscito io le assicuro che per un letterato come lei è una passeggiata in discesa.

 

Qui la questione del razzismo contro i zingari sinti, rom, kalé, romanichals (quelli inglesi), romanisael, etc. non c’entra proprio nulla, la questione ‘scandalosa’ di quel funerale non è nella sua ‘eccessiva caratterizzazione’ (diciamo così, nel rispetto delle tradizioni di tutti..), ma nel fatto che un gruppo vario e variegato di criminali romani, attivi e conclamati nel delinquere da anni (molti dei parenti del defunto erano in galera o agli arresti domiciliari, come il figlio e alcuni nipoti, e hanno dovuto chiedere un permesso al Tribunale di sorveglianza per poter partecipare) hanno portato in processione un signore che per anni è stato con le “mani in quella pasta torbida” della criminalità organizzata romana, osannandolo per quello che è riuscito a fare: l’ha fatta franca!

Alla faccia di Polizia, Carabinieri, Magistratura e di tutte le persone oneste di questo Paese.

 

Per carità, può capitare, fa parte dei ‘rischi’ del nostro Sistema di Giustizia, che si muove nel saggio criterio – non scritto ma praticato – del “meglio un colpevole libero che un innocente in galera” (secondo me più a favore dei colpevoli liberi piuttosto che il contrario..).

 

Ma uno Stato di Diritto non può e non deve consentire una cosa del genere, anche per una questione puramente educativa dei nostri giovani, indipendentemente se il personaggio è di origine rom, calabrese, siciliana, lombarda, africana, americana o quel che è.

 

Una volta i suoi ex amici fascisti – sbagliando – questi personaggi pericolosi per il mantenimento della legalità o dell’ordine pubblico li mandavano al confino, senza nemmeno che fossero indagati o processati per un qualche specifico reato, mentre i suoi ex amici comunisti, – sbagliando – direttamente nei gulag a ‘lavorare’ (diciamo così..) per lo Stato.

Invece ai giorni d’oggi, nella modernità del pensiero e nella magnificenza dei nostri traguardi tecnologici,  questi personaggi li portiamo in processione, con i banditi dietro il feretro e il prete davanti.


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22 marzo 2015

Papi 2


Sicuramente tra gli elettori italiani c’è ancora qualcuno che si chiede come sia stato possibile per la Democrazia Cristiana governare questo Paese per 50 con le stesse persone ai vertici, ma anche il perché Silvio Berlusconi, senza un passato politico alle spalle (e con diversi problemi con la giustizia, iniziati anche prima della sua “discesa in campo”), sia riuscito a governare e a restare ai vertici delle Istituzioni per più di 20 anni, e perché un Renzi qualsiasi (chi di voi lo conosceva 5 anni fa?) sia riuscito a farsi scegliere come segretario di quel che resta di un partito con origini antiche, che ha conosciuto adesioni mai viste in altri paesi europei, e a governare da padrone il nostro Paese senza che nessuno lo abbia democraticamente eletto per questo..

La spiegazione, anche se può immaginarsi complessa e segreta, in realtà è molto semplice: i mostri sacri della DC, Berlusconi, Prodi (in passato) e Renzi oggi sono i garanti politici di determinati poteri italiani, economici e non.. (il “sistema Italia”), che hanno come necessità primaria quella di continuare indisturbati a fare le loro cose, così come le hanno sempre fatte. E per consentire loro di fare questo, la ricetta dei governanti è sempre la stessa: controllo della magistratura (chi ricorda un solo politico processato e condannato dal tribunale di Roma negli ultimi 50 anni?), condizionamento delle elezioni (ad esempio con leggi elettorali ad hoc, come il porcellum, o peggio con il voto di scambio), e i garanti della Costituzione a servizio del capetto di turno (Presidenza della Repubblica favorevole e Corte Costituzionale lenta..).

Ecco perché in Italia, nonostante i Governi si alternino e le forze politiche (apparentemente) mutino seguendo meccanismi che fanno pensare ad una Democrazia (libere elezioni, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, etc..), le cose non cambiano, mai, e se cambiano è solo per peggiorare: la sanità, la scuola pubblica, la grande industria, ma anche l’autostrada SA-RC, la tratta FS tra Messina e Palermo, il finanziamento pubblico ai partiti, etc..

Faccio un esempio recente, più mirato. Abbiamo il problema dell’IS in Libia, ad un passo dall'Italia, voi credete che il pensiero primario del nostro premier sia quello di tutelare la sicurezza dei cittadini italiani? No! Prima tutelare gli interessi economici di determinate aziende e gli investimenti degli amici in quel Paese, dopo si vede (forse..).

Purtroppo per svincolarci da questa morsa, che ci rende sempre più poveri e fragili, abbiamo solo un metodo: batterli con le loro stesse armi.

Non votare, e io l’ho fatto per anni (sbagliando) è un suicidio, perché è come firmare a questa gente una delega in bianco.

L’unica possibilità e (tentare di) mandare al Governo attraverso le elezioni una persona che non ha nulla a che fare con il “sistema Italia”, una persona che ad elezione vinta sia difficile da corrompere. E’ un rischio (penso alle ultime elezioni politiche e ai “grillini”), perché governare un Paese come l’Italia senza appoggi istituzionali (o peggio con le istituzioni contro..) deve essere un vero inferno e sbagliare con questa gente contro è veramente pericoloso.

Ma se non siamo disposti a rischiare, cosa ci resta da sperare?


Renzi: non caccio gli indagati
Salvini: garantista con gli amici

Il premier: no a dimissioni per avvisi di garanzia. Il leader della Lega lo attacca: «Inflessibile solo con gli altri»

«Assolutamente no». Intervistato da Repubblica il presidente del Consiglio Matteo Renzi esclude che dopo le dimissioni di Maurizio Lupi tocchi ora ai sottosegretari indagati lasciare l’incarico. «Ho sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia». «Per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato. Del resto, è scritto nella Costituzione».
Frasi che scatenano l’immediata reazione di Matteo Salvini. «Renzi è garantista con i suoi amici ed è inflessibile con chi non sta nella sua cerchia, gli hanno assolto il babbo, tutto bene a casa Renzi questa domenica, auguri», ha scandito Salvini ai microfoni di Rainews24.
Da Corriere.it del 22/3/2015 - 
http://www.corriere.it/politica/15_marzo_22/renzi-non-caccio-indagati-salvini-garantista-gli-amici-fb3a23ce-d076-11e4-a378-5a688298cb88.shtml


"Un Daspo per i politici corrotti"

Renzi: via i ladri dalle istituzioni. Oggi le norme per non rallentare i lavori Expo, ma slittano quelle sull’anti corruzione

L’immagine del Daspo ai politici è senza dubbio forte. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non fa mistero che non intendere concedere sconti a nessuno: «Il punto centrale è garantire che chi viene condannato non torni più ad occuparsi della cosa pubblica con un meccanismo di Daspo.

Personalmente un politico che viene indagato per corruzione lo indagherei per alto tradimento perché chi prende delle tangenti tradisce il mandato, l’onore sul quale aveva giurato». Da laStampa.it del 6/6/2014 - http://www.lastampa.it/2014/06/06/italia/cronache/un-daspo-per-i-politici-corrotti-KsDSuFo2t1vO0KmDqRbS2H/pagina.html



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8 agosto 2014

Tu chiamale, se vuoi, ambizioni.


Dopo le primavere arabe, invece dell’estate sembra stia arrivando l’inverno, un brutto inverno. È vero che i leader deposti di Libia,Egitto, Iraq, etc. erano tutti spietati dittatori, ma nel bene o nel male erano a libro paga degli USA, vendevano il loro petrolio e le loro risorse minerarie (in dollari) alle società americane che poi li distribuivano al resto dei paesi “civilizzati”(che pagavano in dollari), e tutti erano, più o meno, felici e contenti: i zozzoni dittatori e le loro famiglie, che sperperavano i dollari americani in case pacchiane, macchine pacchiane, donnine, droghine, etc., etc., gli USA, che controllavano una buona fetta del mercato delle materie prime e tenevano buoni milioni di persone affamate e arrabbiate per la continua rapina delle loro cose, i paesi della UE, che godevano dei beni scippati dagli USA e della “tranquillità” imposta ai paesi loro confinanti.

Con la caduta dei dittatori “nostri amici” cosa cambia? Cambia che alcune delle persone affamate e arrabbiate di quei paesi, sostenute economicamente dai ricchi vecchi e nuovi di quei paesi e di altri paesi nelle stesse condizioni, che non ne potevano più di vedere la bandiera a stelle e strisce sulle loro case, stanno mandando a casa a cannonate i governini fantoccio che USA+UE vorrebbero in sostituzione dei “vecchi amici” ormai morti, per insediarsi al governo dei loro paesi con pieni poteri, sotto l’unica bandiera che (quasi) tutti in quei paesi non possono odiare: quella dell’Islam.

Questi tizi conquistano con la forza città dopo città, e una volta cacciato l’esercito “regolare” vanno di porta in porta dai quei disperati, affamati e arrabbiati, che sino ad oggi nessuno in quei paesi ha mai interpellato o considerato, e dico loro: di cosa hai bisogno?

Una politica, se così la si può chiamare, invincibile, enormemente più efficace di qualsiasi promessa di democrazia, parola quasi del tutto incomprensibile in quei luoghi.

E i nostri governi, i governi dei paesi della UE, nel frattempo cosa fanno? Stanno lì a guardare il proprio giardinetto, per vedere se la propria erbetta cresce più verde di quella del vicino, anche lui impegnato a non farsi superare nella gara a chi c’ha lo SPREAD più bello.  Finché qualcuno non busserà alla nostra porta.. 

 

Iraq, l’esercito lascia tre città ai ribellidell’Isis: «Ritirata strategica»

Rawa, Ana e Rutba nelle mani deijihadisti sunniti che avanzano verso la capitale Bagdad. Raid dei jet irachenisu Tikrit, città natale di Saddam Hussein

di Redazione Online

I jihadisti sunniti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) hanno conquistato tre città nellaprovincia di Anbar nell’Iraq occidentale. «Le truppe dell’esercito si sonoritirati da Rawa, Ana e Rutba stamane e le forze di Isis hanno rapidamenteassunto il controllo di queste citta», ha riferito un agente dei servizisegreti. Un portavoce del ministero della Difesa iracheno, il generale QassemAtta, ha sostenuto che le truppe hanno lasciato le tre città nella provincia dial Anbar nelle mani di Isis effettuando «una ritirata tattica con l’obiettivodi ridispiegarsi», successivamente. Rutba è una città a 150 km a est delconfine con la Giordania e ha una posizione strategica poiché si trova sullastrada principale tra Bagdad e la Giordania. Gli insorti, ha detto un loroportavoce alla Bbc, intendono prendere ilcontrollo dell’intera regione di Anbar a maggioranza sunnita. Continua su Corriere.it..

30 aprile 2014

E’ questo quel che resta dell’etica nella professione del poliziotto?



«Il codice etico è più propriamente un codice deontologico professionale, traduzione pratica di una riflessione etica. Il codice funge da mediatore tra la legislazione e la prassi nell’azione della polizia. Un codice che contribuisce a conferire all’immagine della polizia la dignità di una professione in quanto indica la volontà di rispettare determinate caratteristiche di comportamento;aiuta gli agenti ad assumere decisioni giuridicamente corrette, imparziali; contribuisce ad un mutuo rispetto fra poliziotti ed aiuta a sviluppare lo spirito di appartenenza senza cadere alla sottocultura dello spirito di corpo inteso come “tutela del gruppo di appartenenza”da “L’etica della polizia: teoria e pratica” di Carrer Francesco e Seniga Marco A. (pag.122) - Maggioli Editore

Io non conosco la storia di Federico Aldrovandi, ne tanto meno so cosa passasse nella sua testa la notte in cui fu ucciso, da tre poliziotti durante un normale controllo di routine. Può essere che fosse in uno stato di alterazione, forse dovuto a sostanze stupefacenti, all’alcol o ad altro, ma quello che è certo è che quei poliziotti sono stati riconosciuti colpevoli, in via definitiva, dal nostro ordinamento giudiziario, dopo una serie di regolari processi.. So anche che la giustizia, intesa come quell’insieme di regole/leggi e procedure che ogni stato si da per gestire la convivenza pacifica tra le persone, non è il massimo in termini di garanzia dell’accertamento della verità di uno specifico fatto, ma è tutto quello che abbiamo oggi per accertare e valutare un fatto delittuoso. Regole che valgono per tutti, poliziotti compresi.

I modi utilizzati dai sindacati di polizia per sottolineare, diciamo così, il sostegno, la difesa, la vicinanza ai tre poliziotti condannati, quelli che con il loro comportamento hanno determinato la morte di un ragazzo (colpevole come vi pare, ma non tanto da mandare a morte..), è un po’ inquietante, perché sembra come voler “giustificare” i tre solo perché portano la stessa divisa, indipendentemente da ciò che hanno fatto, e sinceramente, un poliziotto che arriva a giustificare/giustificarsi un fatto come questo a me fa un po’paura..


IL CASO DEL18ENNE MORTO A FERRARA DOPO UN CONTROLLO DI POLIZIA

Aldrovandi, al congresso del Sap ovazione agli agenti condannati

La madre: «Voltastomaco». Renzi le telefona: «Indegno» Alfano: «Gravissimo». Pansa: «Offensivo». Il sindacato di polizia ribatte: «Danno infinito ai nostri colleghi»

BOLOGNA - Sono gli agenti condannati per l’uccisione del diciottenne Federico Aldrovandi le star del congresso nazionale del Sap, il secondo sindacato di polizia dopo il Siulp, in corso al Grand Hotel di Rimini. È bastato che la loro presenza fosse annunciata, martedì pomeriggio,perché la sala si sciogliesse in un lungo e liberatorio applauso dei colleghi,con tanto di standing ovation. Comportamento fortemente criticato dal governo e dal capo della polizia. Continua..


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23 dicembre 2013

In un modo o nell'altro ce la faremo!


Buon Natale a tutti!


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21 ottobre 2013

Che ci sia il “rischio” che funzioni?


Nell’eventualità funzionasse, consiglierei alla sig.ra Labaune di non dormire mai due notti nello stesso letto, in quanto non credo che la notizia di una nuova fonte di energia pulita e a basso costo possa essere ben presa dai sigg.ri petrolieri americani (quelli della macchina per la fusione nucleare da 3,5 miliardi di dollari che non funziona..).

 

Fusione nucleare: nuovi passi avanti in Franciae Usa

Gli esperimenti in Francia e in Usa:la fusione controllata ora è più vicina

La fusione nucleare è il Santo Graal della produzioneenergetica, è la reazione che avviene nei nuclei stellari ed è responsabile perpiù o meno tutto ciò che esiste anche sulla Terra. Come il Sacro Graal dà lavita eterna, la fusione fornirebbe energia illimitata, poiché i carburanti cheutilizza sono atomi leggeri, come l’idrogeno, e non atomi pesanti e radioattivicome l’uranio e il plutonio necessari per la fissione nucleare. Il problema èche – allo stato attuale – l’energia necessaria per avviare e contenere lafusione supera quella che viene prodotta. Per questo esistono diversilaboratori, negli Usa e in Europa, che studiano come ottenere la ignition, cioè l’accensione della prima reazione difusione che produrrà più energia di quanta ne consumi.

   

IN USA - Negli Stati Uniti c’è il Nif(National Ignition Facility), che contiene il più grande laser maicostruito. Questo macchinario scatena una quantità d’energia pari all’interofabbisogno energetico americano in un determinato istante, sotto forma di 192raggi laser concentrati su pochi atomi di deuterio (un isotopo dell’idrogeno). Alcuni giorni fa, per la primavolta, la reazione ha prodotto più energia di quanta il deuterio neabbia assorbita. Non si tratta, però, ancora, di una vera e propria«accensione», in quanto le inefficienze del sistema fanno sì che molta energiasi disperda durante il caricamento dei laser (d’altra parte il macchinario ègrande quanto tre campi da calcio), quindi la quantità totale di energiarichiesta resta ancora superiore a quella prodotta. La ragione per cui il Nif,una struttura costata 3,5 miliardi di dollari che opera ormai da oltre undecennio, non ha ancora raggiunto gli obiettivi preposti è che il suo focusprincipale è lo studio e la manutenzione dell’arsenale nucleare americano, mapotrebbe anche essere legata a un approccio troppo diretto. L’idea americana,spesso, è di costruire macchinari sempre più grandi e potenti senza pensarealle alternative (i cosmonauti scherzano dicendo che la Nasa ha investitomiliardi per creare una biro che scrivesse in assenza di gravità, mentre irussi hanno semplicemente usato le matite).

FRANCIA - Una di queste idee potrebbe essere quella di Christine Labaune, direttrice dellaricerca presso il Cnrs (Laboratorio per l’utilizzo di Laser ad alta intensità)del Politecnico di Palaiseau, in Francia, pubblicata su NatureCommunications. Invece di puntare sullapotenza pura, l’esperimento francese ha puntato sulla «puntualità» di duediversi laser: uno è stato utilizzato per creare un plasma di nuclei di boro,che dura circa un miliardesimo di secondo prima di decadere; l’altro ha invecegenerato un raggio di protoni (della durata di non più di un triliardesimo disecondo): calibrando con estrema precisione il timing,è stato possibile far schiantare i protoni contro il plasma di nuclei di boroinnescando una fusione del boro capace di produrre quantità d’energia diecivolte superiori agli esperimenti precedenti.

VANTAGGI - Rispetto agli esperimenti del Nif, inoltre, quellofrancese ha anche un altro vantaggio: la reazione innescata non rilascianeutroni veloci – che sono radioattivi e possono essere dannosi sia per gliesseri umani che per le strutture – ma solo alcune innocue particelle di elio.Se il sistema ideato da Labaune venisse applicato su larga scala, in unlaboratorio come quello del Nif, potrebbe attivare la fusione richiedendo unnumero di laser molto inferiore, magari addirittura abbastanza efficiente perottenere l’accensione. Sarebbe un risultato eccezionale, un po’ come fareandare d’accordo americani e francesi. Da:Corriere.it - 21 ottobre 2013


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8 ottobre 2013

L’altra faccia di Re Giorgio


Il commento del Presidente della Repubblica sulle perplessità sollevate dal Movimento 5 Stelle (unico vero partito di opposizione) dopo la lettura del suo messaggio alle Camere con il quale invitava le forze politiche a mettere in campo azioni, come l’indulto o l’amnistia, per far uscire dal carcere persone condannate con sentenze definitive: «Persone che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e sene fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri.»

Il movimento 5 Stelle se ne frega dei problemi della gente perché non si allinea sulla soluzione pro-scarcerazione (o peggio, cancella pena)?

Il movimento 5 stelle è l’unica forza politica che ha presentato CARRETTATE di proposte politiche e tecniche per la soluzione dei problemi della gente, incluso il problema del sovraffollamento delle carceri (vi invito a verificare su: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/),sistematicamente ignorate perché fuori dagli interessi delle forze politiche di maggioranza, guarda caso proprio quelle due forze politiche che per 20 anni, alternativamente, hanno governato questo nostro Paese, incapaci di intaccare una sola spesa pubblica che non sia a totale carico del cittadino (gli interessi dei miei amici, sono i miei interessi), tipo la Sanità o la Scuola, e che hanno regolarmente e sistematicamente aumentato le tasse, sempre e solo, ovviamente, a quelli che le pagano.

Comprendo la necessità politica di salvare il soldato Berlusconi dalla sua condanna (per mantenere in piedi la baracca Letta/Alfano), ma allora, Presidente, Lei che può, gli conceda la grazia!

Perché fare un nuovo indulto? Quello del 2006 (Legge 241/2006 del 31/7/2006) è servito a poco se dopo soli 7 anni siamo messi peggio di prima.. Magari replicare l’indulto (o un’amnistia) potrebbe non essere la strada giusta per sanare il problema..

Magari, invece, questa potrebbe essere la volta buona per cercare di risolvere il problema in modo sistematico, strutturale, evitando di fare un indulto ogni 5/10 anni.


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7 ottobre 2013

Angelino Robert Ford?


« Un vigliacco che attende paziente l'agonia del capo per sferrare la pugnalata finale: così l'onorevole Alessandra Mussolini considera il (suo) segretario di partito, Angelino Alfano. Che, secondo la nipote del Duce, avrebbe inaugurato un modo inedito per compiere il parricidio: "Si chiama tradimento alla siciliana". » Da un articolo di Beatrice Borromeo per Il Fatto


La storia inizia nel 1994 al primo incontro tra Jesse James-Papi ed il giovane Angelino Robert Ford. Tutto il film è giocato sul rapporto tra Bob-Angelinoe Jesse-Papi, incentrandosi però anche sugli altri membri della banda dei Fratelli James-PDL.

Jesse-Papi sa che Bob-Angelino nutre da sempre una vera ammirazione nei suoi confronti, tuttavia non si fida del ragazzo e con il tempo questo atteggiamento di Jesse-Papi nei suoi confronti, renderà Bob-Angelino sempre più turbato e tormentato. Quando gli verrà poi proposto dalla legge (!) di uccidere Jesse-Papi, non riuscirà a rifiutare.

Il 2 ottobre 2013 dopo aver mangiato a casa di Jesse James-Papi, Angelino-Robert Ford, neo-membro della sua banda e il fratello Charlie Ford-Giorvanardi, ormai entrato nelle grazie di Jesse-Papi, erano tutti e tre in camera da letto. Era una mattina molto afosa e Jesse-Papi si tolse il cinturone con i due revolver e li gettò sul letto coprendoli con il cappotto, lo fece perché le finestre e le porte erano aperte per il caldo e non voleva che la gente che passava per strada si insospettisse troppo vedendolo armato anche in casa. Jesse-Papi dopo essersi accorto che un quadro appeso al muro di casa sua era storto, salì su una sedia per raddrizzarlo. I due fratelli che erano alle sue spalle ne approfittarono, dato che quella era l'unica occasione per poterlo uccidere,(infatti più tardi ammisero che se avessero voluto catturarlo vivo o ucciderlo mentre era armato sarebbe stato come gettarsi in faccia alla morte). Così i fratelli estrassero i revolver, li puntarono alle sue spalle ma solo Angelino-Robert Ford gli sparò, uccidendolo, un colpo diretto alla nuca, con una Colt 45, placcata in argento, con manico in madreperla regalatagli dallo stesso Jesse-Papi. Pare che avesse ricevuto l'incarico dai Pinkertons (!), i più famosi detectives dell'epoca e da tempo alla caccia del famoso bandito fino a quel momento inafferrabile.

 

In merito ai concetti di vigliaccheria, tradimento, votafaccia, etc., vorrei ricordare all'onorevole Alessandra Mussolini i tristi fatti della “svolta di Fiuggi”, e nell’eventualità avesse dei vuoti di memoria la invito a chiedere ai superstiti fondatori del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, loro ricorderanno certamente tutto del voltafaccia vigliacco e traditore suo e degli altri Fini’s boys.

Però la sig.ra Alessandra Mussolini non chiederà niente a nessuno, perché sa perfettamente che in politica i concetti“vigliaccheria”, “tradimento”, “votafaccia” non hanno alcun significato (vengono usati solo per la propaganda verso il popolo “bove-elettore”), perché quello che conta veramente in politica è rimanere comunque in sella, giusto?


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3 ottobre 2013

Sudditi si, scemi no!

Mr. B. questa volta si è sbagliato, e la cosa più tragica è che lo sbaglio lo ha fatto proprio nel campo dove è maggiormente preparato: i soldi.

Lui è ovviamente disperato, non per l’annetto di reclusione che dovrà scontare in una delle sue residenze dorate, non per il fatto che con l’interdizione dovrà starsene lontano dai palazzi del potere 2 o 3 anni, ma per le possibili conseguenze che la sua immediata decadenza dai privilegi di senatore può provocargli.

Se domani,per gli effetti della legge Severino (N.B.), non fosse più senatore, si troverebbe per la prima volta dopo quasi 20 anni come un uomo comune, o quasi,di fronte alle sue pendenze giudiziarie, e quello che più teme (da sempre) è l’arresto e la detenzione preventiva, come spesso accade alle persone indagate per reati gravi.

Il suoerrore è stato quello di poter pensare che i suoi sudditi (no la gente che lo ha votato, quella non conta nulla per lui e per il suo partito, serve solo il giorno delle elezioni), i suoi parlamentari/senatori potessero rinunciare al controllo diretto e indiretto degli enormi interessi dell’Italia per andare a combattere una guerra che, a suo pensare, lo avrebbe dovuto salvare dagli effetti di una condanna passata in giudicato dopo un lunghissimo e regolarissimo processo che non ha deragliato di un millimetro dalle regole/leggi che l’Italia si è data per tutti i cittadini.

Voleva l’eccezione dell’impunità, magari solo per lui..

Ma come giustificarla agli occhi del popolaccio infame che invece quelle leggi le rispetta e se non le rispetta, paga?

Lui non lo sa e non gli interessa, il problema glie lo dovevano risolvere gli altri: il presidente Napolitano, il premier Letta, la Corte Costituzionale,gli extraterrestri, Superman, insomma, della serie “inventatevi quello che vi pare ma tiratemi fuori da questo (mio) pasticcio,altrimenti faccio saltare il banco”.

E i suoi sudditi, cosa avrebbero guadagnato nel fare questa guerra persa in partenza?Nulla, e allora si sono fatti due conti e hanno tirato il risultato.


N.B.: per quanti si sono persi nelle chiacchiere sulla impossibilità di applicazione della legge Severino per i reati commessi prima della sua promulgazione,ricordo, semplificando, che per questo tipo di leggi il concetto di retroattività non ha nessun senso, in quanto la legge non vuole  determinare alcuna pena per alcun reato, ma prende atto di una incompatibilità, di uno status giuridico: sei  o sei diventato un pregiudicato? Sei incompatibile con la carica di deputato/senatore (indipendentemente dal perché,dal quando e dal come). Punto.

La legge Severino, voluta e votata dalla maggioranza dell’arco parlamentare ha come finalità quello di dare una ripulita al Parlamento, perlomeno dalle persone che hanno una condanna passata in giudicato per reati seri/gravi.

Se si fa un’eccezione per il pregiudicato Berlusconi, si dovrà necessariamente fare altre eccezioni, come per esempio per gli ex terroristi rossi e neri,condannati negli anni ’70 e ’80 o per personaggi come Cesare Previti..

NN.BB.: a quanti pensano che il gesto “Papi-dissociativo” di quei senatori e deputati PDL sia motivato dal senso di responsabilità verso il nostro Paese, dico: cambiate ‘sport’,la politica non fa per voi.



Governo, Berlusconi alla fine ci ripensa:

«Non senza travaglio, votiamo la fiducia»

Prima annuncia il votocontrario, poi il dietrofront. E alla fine l’esecutivo di Enrico Letta incassa235 sì e 70 no

«Mettendoinsieme le aspettative e il fatto che l’Italia habisogno di un governo che produca riforme istituzionali e strutturali abbiamodeciso, non senza interno travaglio, per il voto di fiducia». Fino amezzogiorno Silvio Berlusconi avevafatto capire che il governo Letta la fiducia del suo partito non l’avrebbe maiavuta. Poi il dietrofront, in extremis: prendendo la parola in Senato pocoprima del voto (era stato annunciato che l’intervento a nome del Pdl lo avrebbepronunciato il capogruppo Schifani) il Cavaliere cede alle «colombe» e annunciache tutto il Pdl - perché in quel momento il partito è ancora formalmente unosoltanto - è pronto a votare per la continuazione dell’esperienza di governo.In un attimo perdono consistenza tutti i passi compiuti nell’ultima settimana:l’annuncio delle dimissioni di massa dei parlamentari, il ritiro delladelegazione ministeriale, la mobilitazione nelle piazze e sui social network.Uscendo da Palazzo Madama ripeterà più volte a chi gli sta attorno che «non c’èstata nessuna marcia indietro». Ma è una posizione difficile da sostenere dopoche per tutta la mattina i suoi fedelissimi avevano inondato le agenzie di dichiarazioniimprontate sulla linea della fermezza: il cambio di strategia èstato costretto a subirlo, alla fine ha potuto solo cercare di assecondarlo. Continua..


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permalink | inviato da Aralda il 3/10/2013 alle 20:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 luglio 2013

C’era una volta l’Italia.., anzi no!

Ricapitoliamo i fatti recenti: 2 militari arrestati e detenuti in India da febbraio 2012 per un presunto reato commesso in acque internazionali (quindi fuori dalla giurisdizione indiana), una donna e una bimba di sei anni di nazionalità russa, rifugiate politiche in UE perché moglie e figlia del leader dell’opposizione kazaka al dittatore Nazarbayevarrestati dalla polizia italiana su territorio italiano con un’incursione armata nel cuore della notte, per “ordine” della diplomazia del Kazakistan (?) e deportate nel loro paese a “disposizione”del dittatore, un ex agente segreto americano arrestato a Panama su mandato di cattura internazionale firmato dal nostro ex ministro della giustizia Severino nel 2012 (in Italia deve scontare nove anni di detenzione per il rapimento di Abu Omar) e immediatamente rimpatriato negli USA, ignorando le richieste di estradizione in Italia..

Ma si potrebbe andare anche più indietro nel tempo, con la strage del Cermis per mano USA nel 1998 (R. Prodi presidente del consiglio L. Dini ministro degli esteri) o con l’assassinio “per errore” del nostro bravo servitore dello Stato Nicola Calipari nel 2005 (S. Berlusconi presidente del consiglio, G. Fini ministro degli esteri), gravi fatti che non hanno avuto nessuna conseguenza per i responsabili e nessuna giustizia per chi li subì.

Insomma, da anni, politicamente a livello internazionale l’Italia conta più o meno come una barzelletta e le uniche  considerazioni che ci vengo rivolte sono motivate e giustificate dai rapporti economici (prestiti e debiti) in corso con gli altri paesi.

Negli anni della tanto vituperata “prima Repubblica” (ahinoi..) non era così, perlomeno non sempre. Ricordo bene i fatti di Sigonella del 1985, dove l’allora Presidente del Consiglio B. Craxi si oppose direttamente e duramente al non tenero presidente americano Ronald Regan, per la custodia dei quattro terroristi protagonisti del sequestro della nave Achille Lauro, arrivando alla famosa contrapposizione armata tra Carabinieri + avieri VAM e soldati USA attorno l’aereo che trasportava i terroristi (riporto di seguito un estratto di quella vicenda).

La responsabilità di questa situazione è ovviamente tutta italiana, ed è dovuta alla pochezza e all’incapacità dei politici italiani che negli ultimi 20 anni si sono succeduti alla gestione dei rapporti internazionali.

Anche in questo il bipolarismo PDL-PD ci ha reso poveri..

La crisi Italia-USA di Sigonella del 1985

« l presidente statunitense Ronald Reagan,da Chicago doveera in visita (in quello che era ancora il pomeriggio, negli Stati orientalidegli USA), accolse la proposta di Robert McFarlane e di Oliver North (delConsiglio di sicurezza nazionale degli USA) di intercettare unilateralmentel'aereo, utilizzando le informazioni fatte pervenire da Israele[6];decollarono quattro F-14 Tomcat dalla portaerei USS Saratoga ed affiancarono l'aereopoco sopra Malta, intimando con movimenti d'ala di seguirli. Il governo diTunisi prima, e quello greco poi, negarono l'atterraggio ed altrettanto feceroanche le autorità israeliane[7].Così i caccia americani decisero di dirottare l'aereo sulla base Naval Air Station Sigonella a Sigonella inSicilia.

Il governo americano, senza aver avvertito il Governoitaliano del dirottamento, cercò di contattare Craxi che non sifece trovare. Oliver North si rivolse allora a MichaelLedeen, un consulente della CIA che si fecepassare Craxi in ragione di antichi rapporti di consuetudine risalenti al suoperiodo di perfezionamento universitario italiano; a suo dire Craxi gli chiesesolo “perché in Italia?” e si accontentò della sua risposta: “per il vostroclima perfetto, la vostra favolosa cucina e le tradizioni culturali che laSicilia può offrire”[8].

Il Presidente del consiglio italiano,contrariato da questa improvvisazione, intendeva consentire sì l'atterraggio,ma gestirne le conseguenze autonomamente. In segreto ordinò ai vertici militariche i terroristi e i mediatori fossero messi sotto il controllo delle autoritàitaliane. L'ammiraglio FulvioMartini, capo del servizio segreto militare (Sismi), alle 23:57ricevette una telefonata dal presidente Craxi. Su suo ordine si recòimmediatamente in Sicilia[9].

Sia il Controllore di Torre che il suoAssistente erano all'oscuro riguardo l'identità dei passeggeri a bordo delvelivolo egiziano. Nonostante ciò, in assenza di informazioni, sotto la propriaresponsabilità e a proprio rischio e pericolo, intrapresero tutte le azionisuccessive che poi risultarono necessarie e indispensabili alla cattura deiterroristi da parte delle autorità italiane. Il Controllore in turno e il suoAssistente furono le due prime persone italiane di Sigonella a realizzare chegli americani volevano fare atterrare un aereo civile sulla base militare, perpoi farlo parcheggiare nei pressi dell'aerostazione gestita dai militari USA.

L'atterraggio avvenne alle 0:15;l'autorizzazione del Comando Italiano all'atterraggio del volo egiziano[10] arrivòsolo quando il velivolo aveva già dichiarato "emergenza carburante" eappariva evidente che non sarebbe stato in grado materialmente di procedereverso l'aeroporto di Catania Fontanarossa perché non vi sarebbe mai arrivato.Il Controllore di Torre militare italiano e il suo Assistente, senza ricevereordini da chicchessia, di loro iniziativa istruirono l'aereo egiziano aparcheggiare sulla piazzola lato est (zona italiana). I due militari italianipreavvisarono Carabinieri e gli avieri della VAM (Vigilanza Aeronautica Militare),il corpo di guardia dell'aeroporto, del suo arrivo.

Immediatamente confluirono sulla pista 30 avieridella VAM e 20 Carabinieri, tutti in forza alla base aerea diSigonella, circondando l'aereo, come da ordini ricevuti. Pochi minuti dopoatterrarono – a luci spente e senza permesso della torre di controllo – anchedue Lockheed C-141 Starlifter americanidei Navy SEAL alcomando dell'allora generale di brigata aerea Carl W. Stiner[11] sidiressero verso il Boeing egiziano e fu subito chiaro[12] chevolevano prendere i dirottatori e Abu Abbas, secondo gli ordini ricevuti daWashington; le luci della pista furono subito spente. La tensione salì allestelle perché i 50 militari dei SEAL, scesi dai C-141 armi in pugno,circondarono gli avieri italiani e i carabinieri, ma a loro volta furonocircondati con le armi puntate da altri carabinieri, che erano nel frattempoarrivati dalle vicine caserme di Catania e Siracusa.Il capitano Marzo ricevette dalla Torre di Controllo l'ordine di posteggiareun'autocisterna, una gru e i mezzi anti incendio chiusi a chiave e piantonatidinanzi ai velivoli onde impedirgli definitivamente di muoversi dalla base.Ognuno si attestò sulle sue posizioni: in quel momento esistevano tre cerchiconcentrici attorno all'aereo. Seguirono minuti di altissima tensione.

Stiner – che aveva notizie dagli Stati Uniti intempo reale grazie ad apparecchiature satellitari - avvertì il colonnello Ercolano Annicchiarico diessere in contatto con lo Studio Ovale e dichiarò: "Il Governo Italiano hapromesso di consegnarci i palestinesi; non capisco la resistenza di voimilitari". L'ammiraglio Martini, sia pure con difficoltà[13],sentì Roma e fece rispondere a Stiner: "Abbiamo istruzioni di lasciarlilì". Le autorità italiane, infatti, restavano attestate sulla linea che inassenza di richiesta di estradizione non era consentito a nessuno sottrarrealla giustizia italiana persone sospettate di aver preso parte ad un attocriminale punibile ai sensi della legge italiana.

Da Washington pervenneroimmediatamente intimazioni rivolte per via diplomatico-militare ai vertici delGoverno italiano, limitandosi a presentare la questione come un'operazione dipolizia internazionale ma totalmente disconoscendo le diverse priorità impostedall'ordinamento giuridico italiano. Non avendo ottenuto risposta positiva[14],il presidente statunitense Reagan, infuriato per il comportamento italiano, sidecise a telefonare nel cuore della notte al presidente del Consiglio Craxi perchiedere la consegna dei terroristi; ma Craxi non si mosse dalle sue posizioni:i reati erano stati commessi in territorio italiano[15] equindi sarebbe stata l'Italia a decidere se e chi estradare[16].Alle 5:30, quando il generale dei carabinieri Bisogniero fece intervenire aSigonella (su ordine di Craxi) i blindati dell'Arma ed altri rinforzi, ilreparto d'attacco americano ricevette l'ordine di rientrare.

A Reagan, dinanzi alla posizione italiana, nonera rimasto che cedere e ritirare gli uomini da Sigonella[17],confidando nella volontaria attuazione delle promesse che riteneva di averottenuto nel corso della telefonata con Craxi.

Palazzo Chigi contattò l'ambasciatore egiziano aRoma Rifaat e lo informò della intenzione del governo italiano di prendere incustodia, a fini giudiziari, i quattro dirottatori e di far scendere dall'aereoanche due dirigenti palestinesi (tra cui Abu Abbas) che li accompagnavano, iquali sarebbero stati trattati come “ospiti a fini testimoniali”. Gli egizianiacconsentirono alla prima richiesta, ma non alla seconda, arguendo che le duepersone dovessero essere considerate ospiti del governo egiziano il quale siriteneva responsabile della loro sicurezza: poiché i due si trovavano in Italiacontro la loro volontà e si rifiutavano di lasciare l'aereo, era assolutamenteda escludersi che venissero costretti a farlo[18].

Sotto il controllo di quattro ufficiali USA (ecinque militari addetti al collegamento via radio), avvenne la consegna deiquattro terroristi alle unità italiane (saranno interrogati quel giorno stessodalla magistratura di Genova e di Siracusa, che ne convaliderà il fermo). Ilcomandante dell'aereo e il diplomatico egiziano Zeid Imad Hamed risalironoinvece a bordo del Boeing, che nella serata decollò alla volta di Roma.

Anche quel volo fu alcentro di un caso internazionale, soprattutto dopo che Craxi ne rivelò inParlamento alcune modalità. Per averne una visione completa, però, si dovetteattendere la descrizione che ne diede il comandante del SISMI dell'epoca,ammiraglio Fulvio Martini: "Da una pista di rullaggio secondaria, a lucispente, decollò da Sigonella un caccia F-14 americano della Sesta Flotta. Nonaveva chiesto l'autorizzazione al decollo, né aveva presentato, secondo iregolamenti, il piano di volo. L'F- 14 tentò di interferire con il volo dellanostra formazione, cercando ancora una volta di dirottare l'aereo egiziano perassumerne il controllo. I nostri caccia lo dissuasero e lo respinsero".» da Wikipedia.it (http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_di_Sigonella)


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permalink | inviato da Aralda il 21/7/2013 alle 11:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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