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Non mi sono dato alla politica perché non sopportavo l'idea di avere sempre ragione!
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Ho riletto "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemigway. E' stato terribile e spietato, nella sua semplice bellezza, come tutte le altre volte.. Certe opere dell'intelletto umano vanno ben oltre le potenziali capacità di chi le produce, come ben sanno gli stessi autori, che difficilmente nella loro vita riescono a ripetere il 'miracolo'. "Il vecchio e il mare", ma anche "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, sono 'prodotti' unici perché l'autore è riuscito a riprodurre in loro, senza avere piena coscienza di come abbia fatto, quelle emozioni, quei sentimenti, quegli stati d'animo umani dei quali si ha solo una coscienza diretta, cioè – al massimo – si riescono a vivere. Quindi riuscire a trasferirli ad altri attraverso lo strumento della ‘parola scritta’ è veramente un’impresa disperata, come ebbe a dire più volte lo stesso Hemigway ai vari aspiranti scrittori. Ad esempio, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco è sicuramente un bellissimo romanzo, originale e coinvolgente, ma non ha la ‘magia’ delle opere uniche; i sentimenti, le emozioni in questo romanzo vengono perfettamente descritte e maestralmente ‘proiettate’ nel contesto più appropriato, ma non vanno oltre, cioè non fanno scattare in chi legge quel meccanismo che si attiva quando queste emozioni vengono realmente vissute.                            


Strani personaggi..
 

 
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19 aprile 2010

Basilicata coast to coast

Sinceramente me lo aspettavo meglio. L’idea del viaggio coast to coast in una regione (un po’ sfigata) come la come la Basilicata per dare un senso alla partecipazione ad un festival musicale “di paese” è molto buona, e sono azzeccatissimi anche i profili scelti per i personaggi. La fotografia è di alto livello. Purtroppo l’interpretazione di alcuni attori è veramente deludente! Da parte di Alessandro Gassman un po’ me lo aspettavo, ho visto diversi film dove ha recitato e mi ha sempre deluso, non riesce mai - a mio avviso - a dare piena credibilità ai suoi personaggi, è capace solo di un’ironia scialba e superficiale e risulta sempre banale nel descrivere anche le situazioni più intriganti.

Non mi aspettavo invece una prestazione così scarsa da Giovanna Mezzogiorno che stranamente in questo film non riesce mai a copiare pienamente la parte del personaggio che le hanno scelto, la sua interpretazione mi è sembrata sempre troppo marcata, esagerata (forzata?), cosa che la rende decisamente poco credibile.. Sarà forse che questo personaggio è troppo distante dalla sua vera personalità?

Paolo Briguglia mi è piaciuto più ne “I cento passi”..

Max Gazzé, che nel film fa un po’ pochino, è andato discretamente fino alla scena finale, dove si gioca male - a mio avviso - la parte migliore del suo copione.

Mi è invece piaciuto Rocco Papaleo, credibile e sincero nel suo ruolo di attore e bravo anche in quello di regista e Michela Andreozzi, nel film, sua moglie.

Bello anche il discorso scritto (nel film) da Franco Cardillo-Max Gazzé per spiegare in una disorganizzata conferenza stampa i motivi del viaggio della band, e il brano suonato e cantato nella parte finale del film.

Da vedere? Si, ma senza aspettarsi grandi emozioni..


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permalink | inviato da Aralda il 19/4/2010 alle 14:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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