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Aralda 
Non mi sono dato alla politica perché non sopportavo l'idea di avere sempre ragione!
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Libri

Ho riletto "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemigway. E' stato terribile e spietato, nella sua semplice bellezza, come tutte le altre volte.. Certe opere dell'intelletto umano vanno ben oltre le potenziali capacità di chi le produce, come ben sanno gli stessi autori, che difficilmente nella loro vita riescono a ripetere il 'miracolo'. "Il vecchio e il mare", ma anche "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, sono 'prodotti' unici perché l'autore è riuscito a riprodurre in loro, senza avere piena coscienza di come abbia fatto, quelle emozioni, quei sentimenti, quegli stati d'animo umani dei quali si ha solo una coscienza diretta, cioè – al massimo – si riescono a vivere. Quindi riuscire a trasferirli ad altri attraverso lo strumento della ‘parola scritta’ è veramente un’impresa disperata, come ebbe a dire più volte lo stesso Hemigway ai vari aspiranti scrittori. Ad esempio, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco è sicuramente un bellissimo romanzo, originale e coinvolgente, ma non ha la ‘magia’ delle opere uniche; i sentimenti, le emozioni in questo romanzo vengono perfettamente descritte e maestralmente ‘proiettate’ nel contesto più appropriato, ma non vanno oltre, cioè non fanno scattare in chi legge quel meccanismo che si attiva quando queste emozioni vengono realmente vissute.                            


Strani personaggi..
 

 
I miti a motore!



Parlamento pulito?


IPSE Dixit                                      "I più pensano che in politica bisogna far tacere la coscienza e che quindi vi sia una morale per l'uomo politico ed una per l'uomo privato. Per me la morale è una sola, e chi è canaglia nella vita politica, resta canaglia anche nella vita privata."  Sandro Pertini




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21 giugno 2005

Amm’atttrovato a’ Binlladdenne!!

Sarà anche lui in un confortevole alloggio spesato dall’amministrazione USA, a Miami, nel quartiere dei ex dittatori “amici” (vedi il mio post “La buona uscita…” del 23/01/2004)..




permalink | inviato da il 21/6/2005 alle 11:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 gennaio 2004

L' "ago" e il filo dell'informazione..

Il 31 Ottobre scorso, a Milano, una signora e' finita sotto una Citroèn. Nella macchina dell' investitore i vigili trovano  una siringa con ago, un cucchiaino e della polvere bianca. La signora va in ospedale (portata prima nel reparto di rianimazione dell’ospedale Fatebenefratelli e alcuni giorni dopo trasferita al reparto di Neurochirurgia per un ematoma cerebrale sottodurale), la polvere in un laboratorio di analisi e il guidatore a casa sua. La signora si chiama Viviana Paglietta, la polvere e' un mix di cocaina e caffeina, il guidatore si chiama Marco Dell'Utri ed è il maggiore dei figli del parlamentare di Forza Italia Marcello Dell'Utri; la notizia non è passata ne in TV ne sui giornali nazionali, eppure al di là del personaggio ‘famoso’, si trattava comunque di un incidente di una certa gravità.

Tutto cambia velocemente di aspetto nel nostro piccolo paese, ma certe abitudini (da prima Repubblica, se volete..) sono proprio dure a morire!

  

< Un grave incidente, alla guida il figlio di un personaggio notissimo, una donna in prognosi riservata. E poi c'è la droga. Sono gli ingredienti che compongono uno scarno fascicolo inviato dai vigili urbani in Procura quattro giorni dopo il fatto. Poche righe di sintesi, l'esito degli esami tossicologici, e il rimbalzo al sostituto di turno. Come per togliersi un peso, sia pure tardivamente.
Il 31 ottobre alle 6 del mattino viaggiava da solo, nell'auto intestata a sua sorella, Marco Dell'Utri, il maggiore dei figli del parlamentare di Forza Italia. Un ragazzo di 23 anni a bordo di un'auto, poco dopo l'alba, e a pochi passi da casa sua. E' infatti in via Moscova, all'angolo con corso di Porta Nuova, che si verifica l'incidente. La «Citroen Saxo» guidata dal giovane si scontra con un'altra macchina, a bordo una donna di 34 anni, Viviana Alejandra Paglietta. L'impatto è importante: il nucleo radiomobile dei vigili urbani interviene pochi minuti dopo, nelle strade ancora deserte di un tranquillo fine settimana.
Sia il giovane sia la donna vengono portati al vicinissimo Fatebenefratelli. Ma mentre il ragazzo rifiuta il ricovero, dichiara di stare bene, la giovane non se lo può permettere: è in gravissime condizioni. Viene prima portata in Rianimazione, quindi trasferita giorni dopo in Neurochirurgia, dove è tuttora, per un ematoma cerebrale sottodurale. Starà a lei, quando potrà, valutare il peso della vicenda. Il fascicolo giunto nelle mani del sostituto di turno, se la donna decidesse di presentare querela, avrebbe a quel punto un titolo di reato: lesioni colpose.
Sembrava un brutto incidente, come i tanti che infestano a cadenza quotidiana la città. Non lo è. I vigili intervenuti osservano l'auto e vedono che dentro c'è qualcosa di troppo evidente, persino abbagliante. Sul tappetino a destra della guida della Saxo ci sono una siringa con ago, un cucchiaino, della polvere bianca e del liquido residuo. Quasi certamente droga.
È con imbarazzo e assoluta discrezione che i vigili chiamano i cani antidroga del comando di polizia municipale. L'auto viene ispezionata e annusata: e, a parte la siringa e il suo contenuto subito sequestrati, non risulta altro. E ancora con assoluta discrezione, la sostanza trovata viene inviata in un ufficio defilato, nel laboratorio chimico e tossicologico dell'Agenzia delle dogane (che è l'ufficio fiscale) di via Marco Bruto 14.
L'esito è quasi immediato e scontato: cocaina e caffeina insieme, droga potenziata dall'eccitante. C'è un sospetto: il giovane con ogni probabilità l'aveva appena assunta. Se lo stupefacente possa avere avuto un ruolo nell'incidente, o no, chi può dirlo? Comunque sia, Marco Dell'Utri viene segnalato per violazione della legge sugli stupefacenti alla Prefettura.
Così la cronaca cadenzata di quelle prime ore del 31 ottobre. Poi il fascicolo si arena: non viene inviato in Procura per la convalida della perquisizione sul veicolo. Giunge al magistrato di turno solo la sera del 4 novembre. Pochi fogli preceduti da un rapporto a dir poco laconico, una ventina di righe che non danno conto nè della via dell'incidente, nè delle modalità: neppure del fatto se la donna fosse a bordo di un'auto o a piedi. >

Marinella Rossi ("Il Giorno", notizia di Novembre 2003)




permalink | inviato da il 15/1/2004 alle 15:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 maggio 2003

Sui mercanti di cannoni e altri hobby..

Ho trovato un vecchio ritaglio di giornale, pubblicato su un “Corriere della Sera” di Ottobre 2002. È un ‘articolo nascosto’, di quelli che se non dormi sul giornale per almeno un paio di notti di seguito, non lo trovi.. E che, generalmente, con poche righe di scritto, nasconde una notizia che dovrebbe avere ben altro risalto. Ma che volete: siamo qui, come disse mio nonno a suo fratello, quando durante la prigionia in Africa si rammaricava di non poter dare man forte al Generale Badoglio..! 

dal Corriere della Sera di venerdì 18 ottobre 2002

dal Corriere della Sera di venerdì 18 ottobre 2002




permalink | inviato da il 20/5/2003 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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