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Aralda 
Non mi sono dato alla politica perché non sopportavo l'idea di avere sempre ragione!
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Ho riletto "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemigway. E' stato terribile e spietato, nella sua semplice bellezza, come tutte le altre volte.. Certe opere dell'intelletto umano vanno ben oltre le potenziali capacità di chi le produce, come ben sanno gli stessi autori, che difficilmente nella loro vita riescono a ripetere il 'miracolo'. "Il vecchio e il mare", ma anche "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, sono 'prodotti' unici perché l'autore è riuscito a riprodurre in loro, senza avere piena coscienza di come abbia fatto, quelle emozioni, quei sentimenti, quegli stati d'animo umani dei quali si ha solo una coscienza diretta, cioè – al massimo – si riescono a vivere. Quindi riuscire a trasferirli ad altri attraverso lo strumento della ‘parola scritta’ è veramente un’impresa disperata, come ebbe a dire più volte lo stesso Hemigway ai vari aspiranti scrittori. Ad esempio, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco è sicuramente un bellissimo romanzo, originale e coinvolgente, ma non ha la ‘magia’ delle opere uniche; i sentimenti, le emozioni in questo romanzo vengono perfettamente descritte e maestralmente ‘proiettate’ nel contesto più appropriato, ma non vanno oltre, cioè non fanno scattare in chi legge quel meccanismo che si attiva quando queste emozioni vengono realmente vissute.                            


Strani personaggi..
 

 
I miti a motore!



Parlamento pulito?


IPSE Dixit                                      "I più pensano che in politica bisogna far tacere la coscienza e che quindi vi sia una morale per l'uomo politico ed una per l'uomo privato. Per me la morale è una sola, e chi è canaglia nella vita politica, resta canaglia anche nella vita privata."  Sandro Pertini




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7 ottobre 2013

Angelino Robert Ford?


« Un vigliacco che attende paziente l'agonia del capo per sferrare la pugnalata finale: così l'onorevole Alessandra Mussolini considera il (suo) segretario di partito, Angelino Alfano. Che, secondo la nipote del Duce, avrebbe inaugurato un modo inedito per compiere il parricidio: "Si chiama tradimento alla siciliana". » Da un articolo di Beatrice Borromeo per Il Fatto


La storia inizia nel 1994 al primo incontro tra Jesse James-Papi ed il giovane Angelino Robert Ford. Tutto il film è giocato sul rapporto tra Bob-Angelinoe Jesse-Papi, incentrandosi però anche sugli altri membri della banda dei Fratelli James-PDL.

Jesse-Papi sa che Bob-Angelino nutre da sempre una vera ammirazione nei suoi confronti, tuttavia non si fida del ragazzo e con il tempo questo atteggiamento di Jesse-Papi nei suoi confronti, renderà Bob-Angelino sempre più turbato e tormentato. Quando gli verrà poi proposto dalla legge (!) di uccidere Jesse-Papi, non riuscirà a rifiutare.

Il 2 ottobre 2013 dopo aver mangiato a casa di Jesse James-Papi, Angelino-Robert Ford, neo-membro della sua banda e il fratello Charlie Ford-Giorvanardi, ormai entrato nelle grazie di Jesse-Papi, erano tutti e tre in camera da letto. Era una mattina molto afosa e Jesse-Papi si tolse il cinturone con i due revolver e li gettò sul letto coprendoli con il cappotto, lo fece perché le finestre e le porte erano aperte per il caldo e non voleva che la gente che passava per strada si insospettisse troppo vedendolo armato anche in casa. Jesse-Papi dopo essersi accorto che un quadro appeso al muro di casa sua era storto, salì su una sedia per raddrizzarlo. I due fratelli che erano alle sue spalle ne approfittarono, dato che quella era l'unica occasione per poterlo uccidere,(infatti più tardi ammisero che se avessero voluto catturarlo vivo o ucciderlo mentre era armato sarebbe stato come gettarsi in faccia alla morte). Così i fratelli estrassero i revolver, li puntarono alle sue spalle ma solo Angelino-Robert Ford gli sparò, uccidendolo, un colpo diretto alla nuca, con una Colt 45, placcata in argento, con manico in madreperla regalatagli dallo stesso Jesse-Papi. Pare che avesse ricevuto l'incarico dai Pinkertons (!), i più famosi detectives dell'epoca e da tempo alla caccia del famoso bandito fino a quel momento inafferrabile.

 

In merito ai concetti di vigliaccheria, tradimento, votafaccia, etc., vorrei ricordare all'onorevole Alessandra Mussolini i tristi fatti della “svolta di Fiuggi”, e nell’eventualità avesse dei vuoti di memoria la invito a chiedere ai superstiti fondatori del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, loro ricorderanno certamente tutto del voltafaccia vigliacco e traditore suo e degli altri Fini’s boys.

Però la sig.ra Alessandra Mussolini non chiederà niente a nessuno, perché sa perfettamente che in politica i concetti“vigliaccheria”, “tradimento”, “votafaccia” non hanno alcun significato (vengono usati solo per la propaganda verso il popolo “bove-elettore”), perché quello che conta veramente in politica è rimanere comunque in sella, giusto?


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permalink | inviato da Aralda il 7/10/2013 alle 19:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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