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Aralda 
Non mi sono dato alla politica perché non sopportavo l'idea di avere sempre ragione!
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Ho riletto "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemigway. E' stato terribile e spietato, nella sua semplice bellezza, come tutte le altre volte.. Certe opere dell'intelletto umano vanno ben oltre le potenziali capacità di chi le produce, come ben sanno gli stessi autori, che difficilmente nella loro vita riescono a ripetere il 'miracolo'. "Il vecchio e il mare", ma anche "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, sono 'prodotti' unici perché l'autore è riuscito a riprodurre in loro, senza avere piena coscienza di come abbia fatto, quelle emozioni, quei sentimenti, quegli stati d'animo umani dei quali si ha solo una coscienza diretta, cioè – al massimo – si riescono a vivere. Quindi riuscire a trasferirli ad altri attraverso lo strumento della ‘parola scritta’ è veramente un’impresa disperata, come ebbe a dire più volte lo stesso Hemigway ai vari aspiranti scrittori. Ad esempio, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco è sicuramente un bellissimo romanzo, originale e coinvolgente, ma non ha la ‘magia’ delle opere uniche; i sentimenti, le emozioni in questo romanzo vengono perfettamente descritte e maestralmente ‘proiettate’ nel contesto più appropriato, ma non vanno oltre, cioè non fanno scattare in chi legge quel meccanismo che si attiva quando queste emozioni vengono realmente vissute.                            


Strani personaggi..
 

 
I miti a motore!



Parlamento pulito?


IPSE Dixit                                      "I più pensano che in politica bisogna far tacere la coscienza e che quindi vi sia una morale per l'uomo politico ed una per l'uomo privato. Per me la morale è una sola, e chi è canaglia nella vita politica, resta canaglia anche nella vita privata."  Sandro Pertini




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8 agosto 2014

Tu chiamale, se vuoi, ambizioni.


Dopo le primavere arabe, invece dell’estate sembra stia arrivando l’inverno, un brutto inverno. È vero che i leader deposti di Libia,Egitto, Iraq, etc. erano tutti spietati dittatori, ma nel bene o nel male erano a libro paga degli USA, vendevano il loro petrolio e le loro risorse minerarie (in dollari) alle società americane che poi li distribuivano al resto dei paesi “civilizzati”(che pagavano in dollari), e tutti erano, più o meno, felici e contenti: i zozzoni dittatori e le loro famiglie, che sperperavano i dollari americani in case pacchiane, macchine pacchiane, donnine, droghine, etc., etc., gli USA, che controllavano una buona fetta del mercato delle materie prime e tenevano buoni milioni di persone affamate e arrabbiate per la continua rapina delle loro cose, i paesi della UE, che godevano dei beni scippati dagli USA e della “tranquillità” imposta ai paesi loro confinanti.

Con la caduta dei dittatori “nostri amici” cosa cambia? Cambia che alcune delle persone affamate e arrabbiate di quei paesi, sostenute economicamente dai ricchi vecchi e nuovi di quei paesi e di altri paesi nelle stesse condizioni, che non ne potevano più di vedere la bandiera a stelle e strisce sulle loro case, stanno mandando a casa a cannonate i governini fantoccio che USA+UE vorrebbero in sostituzione dei “vecchi amici” ormai morti, per insediarsi al governo dei loro paesi con pieni poteri, sotto l’unica bandiera che (quasi) tutti in quei paesi non possono odiare: quella dell’Islam.

Questi tizi conquistano con la forza città dopo città, e una volta cacciato l’esercito “regolare” vanno di porta in porta dai quei disperati, affamati e arrabbiati, che sino ad oggi nessuno in quei paesi ha mai interpellato o considerato, e dico loro: di cosa hai bisogno?

Una politica, se così la si può chiamare, invincibile, enormemente più efficace di qualsiasi promessa di democrazia, parola quasi del tutto incomprensibile in quei luoghi.

E i nostri governi, i governi dei paesi della UE, nel frattempo cosa fanno? Stanno lì a guardare il proprio giardinetto, per vedere se la propria erbetta cresce più verde di quella del vicino, anche lui impegnato a non farsi superare nella gara a chi c’ha lo SPREAD più bello.  Finché qualcuno non busserà alla nostra porta.. 

 

Iraq, l’esercito lascia tre città ai ribellidell’Isis: «Ritirata strategica»

Rawa, Ana e Rutba nelle mani deijihadisti sunniti che avanzano verso la capitale Bagdad. Raid dei jet irachenisu Tikrit, città natale di Saddam Hussein

di Redazione Online

I jihadisti sunniti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) hanno conquistato tre città nellaprovincia di Anbar nell’Iraq occidentale. «Le truppe dell’esercito si sonoritirati da Rawa, Ana e Rutba stamane e le forze di Isis hanno rapidamenteassunto il controllo di queste citta», ha riferito un agente dei servizisegreti. Un portavoce del ministero della Difesa iracheno, il generale QassemAtta, ha sostenuto che le truppe hanno lasciato le tre città nella provincia dial Anbar nelle mani di Isis effettuando «una ritirata tattica con l’obiettivodi ridispiegarsi», successivamente. Rutba è una città a 150 km a est delconfine con la Giordania e ha una posizione strategica poiché si trova sullastrada principale tra Bagdad e la Giordania. Gli insorti, ha detto un loroportavoce alla Bbc, intendono prendere ilcontrollo dell’intera regione di Anbar a maggioranza sunnita. Continua su Corriere.it..

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