.
Annunci online

 
Aralda 
Non mi sono dato alla politica perché non sopportavo l'idea di avere sempre ragione!
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Dagospia
Oltre la verità ufficiale
PEACELINK - Info senza filtro
Le grandi notizie - Riservato!
NoReporter - Altra Informazione
I nostri misteri!
Lorenzo - COREdeROMA
Il sito dell'africa e del mondo nero
  cerca

Libri

Ho riletto "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemigway. E' stato terribile e spietato, nella sua semplice bellezza, come tutte le altre volte.. Certe opere dell'intelletto umano vanno ben oltre le potenziali capacità di chi le produce, come ben sanno gli stessi autori, che difficilmente nella loro vita riescono a ripetere il 'miracolo'. "Il vecchio e il mare", ma anche "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, sono 'prodotti' unici perché l'autore è riuscito a riprodurre in loro, senza avere piena coscienza di come abbia fatto, quelle emozioni, quei sentimenti, quegli stati d'animo umani dei quali si ha solo una coscienza diretta, cioè – al massimo – si riescono a vivere. Quindi riuscire a trasferirli ad altri attraverso lo strumento della ‘parola scritta’ è veramente un’impresa disperata, come ebbe a dire più volte lo stesso Hemigway ai vari aspiranti scrittori. Ad esempio, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco è sicuramente un bellissimo romanzo, originale e coinvolgente, ma non ha la ‘magia’ delle opere uniche; i sentimenti, le emozioni in questo romanzo vengono perfettamente descritte e maestralmente ‘proiettate’ nel contesto più appropriato, ma non vanno oltre, cioè non fanno scattare in chi legge quel meccanismo che si attiva quando queste emozioni vengono realmente vissute.                            


Strani personaggi..
 

 
I miti a motore!



Parlamento pulito?


IPSE Dixit                                      "I più pensano che in politica bisogna far tacere la coscienza e che quindi vi sia una morale per l'uomo politico ed una per l'uomo privato. Per me la morale è una sola, e chi è canaglia nella vita politica, resta canaglia anche nella vita privata."  Sandro Pertini




Le foto presenti su Aralda sono
state in larga parte prese da
Internet e quindi valutate di
pubblico dominio. Se i
soggetti o gli autori avessero
qualcosa in contrario alla
pubblicazione, non avranno
che da segnalarlo
a: radioaralda@virgilio.it,
che provvederà prontamente
alla loro rimozione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il buon pensiero: "Ognuno vale quanto le cose a cui dà importanza."
(Marco Aurelio)


 

Diario | Breviario | Minime | Immagini | Gli articoli nascosti | Il personaggio | La citazione | Film |
 
Diario
1visite.

23 maggio 2013

Don Andrea Gallo (Genova 18/7/1928 – Genova 22/5/2013)


«A vent'anni mi sono fatto prete e ho scelto Gesù. Ci siamo scambiati i biglietti da visita e sul suo c'era scritto: sono venuto per servire e non per essere servito»

 

Don Andrea Gallo (Genova18 luglio 1928 – Genova22 maggio 2013) è stato un presbitero italiano, fondatore e animatore dellaComunità di San Benedetto al Porto di Genova.

Biografia 

Andrea Gallo si sentì attratto fin da piccolodalla spiritualità dei salesiani di Giovanni Bosco, ed entrò nel 1948 nel loro noviziato di Varazze, proseguendo poi a Roma gli studi liceali e filosofici. Nel1953 chiese di partire per le missioni, e venne mandato in Brasile, a San Paolo, dove compì gli studi teologici. La dittatura al potere in Brasile locostrinse però, in un clima per lui insopportabile, a ritornare in Italia. Nel 1954 la tensione salì al massimo nel paese,continuò quindi gli studi a Ivrea e venne ordinato presbitero il 1º luglio 1959.

Un anno dopo venne inviato come cappellano alla nave scuola della Garaventa, noto riformatorio per minori. Lì cercò diintrodurre un'impostazione educativa diversa, cercando di sostituire i metodi unicamente repressivi conuna pedagogia della fiducia e della libertà. Da parte dei ragazzi c'era interesse per quel preteche permetteva loro di uscire, di andare al cinema e divivere momenti comuni di piccola autogestione, lontani dall'unico concetto finoallora costruito, cioè quello dell'espiazione della pena.

Dopo tre anni venne spostato ad altro incarico (senzaspiegazioni, sostiene don Andrea), e nel 1964 decisedi lasciare la congregazione salesiana e chiese di incardinarsi nella diocesi genovese perché «La congregazione salesianasi era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale». Ottenuta l'incardinazione, il cardinale Siriarcivescovo di Genova in quel momento, lo inviòa Capraia, allorasotto la giurisdizione dell'arcidiocesi del capoluogo ligure, per svolgerel'incarico di cappellano del carcere.

Due mesi dopo venne destinato in qualità di vice parroco alla parrocchia del Carmine, dove rimase fino al 1970, anno in cui il cardinale Siri lotrasferì nuovamente a Capraia. Nellaparrocchia del Carmine don Andrea fece scelte di campo con gli emarginati. La parrocchia diventò un punto di aggregazione digiovani e adulti di ogni parte della città, in cerca di amicizia e solidarietà con i più poveri e con gli emarginati, che al Carmine trovavano unpunto di ascolto.

Secondo la "comunità" di don Andrea,l'episodio che provocò il suo trasferimento fu un incidente verificatosinell'estate del 1970 per quanto don Gallo disse durante una sua omelia domenicale. Nel quartiere era stata scoperta una fumeria di hashish e l'episodio aveva suscitato indignazionenell'alta borghesia residente. Don Andrea, prendendo spunto dal fatto, ricordònell'omelia che rimanevano diffuse altre droghe, per esempio quelle del linguaggio, grazie alle quali un ragazzo può diventare «inadattoagli studi"» se figlio di povera gente, oppure un bombardamento di popolazioni inermi puòdiventare «azione a difesa della libertà». DonAndrea fu "accusato" di essere comunista; le accuse si moltiplicarono in breve tempo e questo sarebbe stato ilmotivo per cui la curia deciseil suo allontanamento.

Il provvedimento dell'arcivescovo provocò nellaparrocchia e nella città un movimento di protesta, ma la curia non tornòindietro e ingiunse a don Andrea di obbedire. Tuttavia egli rinunciòall'incarico offertogli all'isola di Capraia, ritenendo che lo avrebbe totalmente edefinitivamente isolato. Qualche tempo dopo venne accolto dal parroco di SanBenedetto al Porto, donFederico Rebora, e insieme a un piccolo gruppo diede vita alla sua comunità dibase, la Comunità di San Benedetto al Porto. Da allora si è impegnato sempre dipiù per la pace e nel recupero degliemarginati, chiedendo anche la legalizzazione delle droghe leggere: nel 2006 si èfatto multare, compiendo una disobbedienza civile, fumando uno spinello nel palazzo comunale di Genova per protestare contro la legge sulle droghe. Eraun grande amico di Vasco Rossi e di Piero Pelù, impegnati anch'essi per la legalizzazione delle droghe leggere.

Sin dal 2006 ha appoggiato attivamente ilmovimento No Dal Molin di Vicenza che sioppone alla costruzione di una nuova base militare Usa nella città veneta. Hapartecipato a varie manifestazioni, in particolare a quella del 17febbraio 2007 che ha visto la presenza dioltre 130.000 persone. Più volte don Andrea si è recato a Vicenza in occasionedell'annuale Festival No Dal Molin. Il 10 maggio 2009 ha acquistato assieme adoltre 540 persone il terreno dove sorge il Presidio Permanente No Dal Molin permettere radici sempre più profonde nella difesa a oltranza del territorio e deibeni comuni.

Nel marzo del 2007 è uscito il libro Io Cammino con gli Ultimi, scritto insieme allo scrittore genovese Federico Traversa. Nell'aprile del 2008 ha aderito idealmente al V2-Day organizzato da Beppe Grillo. Il 27 giugno 2009 ha partecipato al Genova Pride 2009, lamentando le incertezzedella Chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali. Don Gallo ha presentato anche il primo calendario Trans dellastoria italiana, con le trans storiche del Ghetto di Genova. Il 15 agosto 2011 è stato premiato come PersonaggioGay dell'Anno da Gay.it, nel corso dellamanifestazione Mardi Gras, organizzata dal FriendlyVersilia e tenutasi a Torre del Lago Puccini.

Don Gallo ha anche tenuto l'orazione funebre alfunerale di Fernanda Pivano a Genova il 21 agosto 2009. Il 4 dicembre 2009 gli è statoassegnato il Premio Fabrizio De André, di cui è stato uno dei più grandiamici, consistente nel Quartaro d'oro, antica monetadella Repubblica di Genova. Il premio è stato consegnatopresso il salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi di Genova. Il 17 novembre 2010è uscito in tutte le librerie il libro Sono venuto per servire,scritto a quattro mani da don Andrea e da Loris Mazzetti, già collaboratore stretto di Enzo Biagi. Sulla quarta di copertina è citata una frase diMazzetti che si riferisce al centrosinistra: «Peccato che Don sia un prete. Sefosse un politico avremmo trovato il nostro leader».

Don Gallo ha partecipato a La lunga notte, primo album solista di Cisco (ex cantante dei Modena City Ramblers). Nel 2012 don Gallo ha sostenuto Marco Doria alle primarie del centrosinistra di Genova per la designazionedel candidato sindaco, poi vinte dallo stesso Doria. A novembre dello stesso anno dichiara di sostenere lacandidatura di Nichi Vendola alle primarie nazionali del centrosinistra.

L'8 dicembre 2010 cantò Bella Ciao nella sua chiesa assiemea Gino Paoli.

Il 22 maggio 2013 alleore 17.45, aggravatesi le sue condizioni di salute, muore a Genova. L'annuncioè stato dato da Domenico Chionetti, portavoce della Comunità di San Benedettoal Porto. -- da Wikipedia


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. don gallo

permalink | inviato da Aralda il 23/5/2013 alle 12:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
aprile        giugno