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Non mi sono dato alla politica perché non sopportavo l'idea di avere sempre ragione!
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Ho riletto "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemigway. E' stato terribile e spietato, nella sua semplice bellezza, come tutte le altre volte.. Certe opere dell'intelletto umano vanno ben oltre le potenziali capacità di chi le produce, come ben sanno gli stessi autori, che difficilmente nella loro vita riescono a ripetere il 'miracolo'. "Il vecchio e il mare", ma anche "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, sono 'prodotti' unici perché l'autore è riuscito a riprodurre in loro, senza avere piena coscienza di come abbia fatto, quelle emozioni, quei sentimenti, quegli stati d'animo umani dei quali si ha solo una coscienza diretta, cioè – al massimo – si riescono a vivere. Quindi riuscire a trasferirli ad altri attraverso lo strumento della ‘parola scritta’ è veramente un’impresa disperata, come ebbe a dire più volte lo stesso Hemigway ai vari aspiranti scrittori. Ad esempio, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco è sicuramente un bellissimo romanzo, originale e coinvolgente, ma non ha la ‘magia’ delle opere uniche; i sentimenti, le emozioni in questo romanzo vengono perfettamente descritte e maestralmente ‘proiettate’ nel contesto più appropriato, ma non vanno oltre, cioè non fanno scattare in chi legge quel meccanismo che si attiva quando queste emozioni vengono realmente vissute.                            


Strani personaggi..
 

 
I miti a motore!



Parlamento pulito?


IPSE Dixit                                      "I più pensano che in politica bisogna far tacere la coscienza e che quindi vi sia una morale per l'uomo politico ed una per l'uomo privato. Per me la morale è una sola, e chi è canaglia nella vita politica, resta canaglia anche nella vita privata."  Sandro Pertini




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25 agosto 2015

Una letterina per il letterato Antonio Pennacchi


Leggo da un articolo pubblicato sul il Fatto Quotidiano il 23/8 scorso (“La polemica - a ciascuno le sue esequie. qui c’è aria di razzismo) la sua interpretazione su quanto è successo a Roma per il funerali di Vittorio Casamonica: "Io non so se il fu Vittorio Casamonica sia stato per davvero – e fino a che punto – camorrista e mafioso. Quello che so però è che in uno Stato di diritto non basta sospettare qualcuno d’esserlo, per poterlo poi definire tale e definire tali – con lui –tutti quelli che vanno al suo funerale. “Ma se era davvero così fuori norma e aveva fatto quello che voi dite – si chiede il parroco salesiano di Don Bosco, don Giancarlo Manieri – perché non lo avete arrestato, lasciandolo invece a piede libero? Vi aspettavate che lo arrestasse da morto il suo parroco in chiesa? Io faccio il prete, non il poliziotto” e non mi pare che abbia tutti i torti, povero parroco messo dai giornali sulla croce."

Volevo giusto chiederle il perché,  prima di donarci attraverso un giornale a tiratura nazionale (e sempre presente sul grande WEB) una sua personale interpretazione su un fatto, non si informa meglio su come si sono svolte effettivamente le cose inerenti quel fatto?

Guardi, è facile.., e se ci sono riuscito io le assicuro che per un letterato come lei è una passeggiata in discesa.

 

Qui la questione del razzismo contro i zingari sinti, rom, kalé, romanichals (quelli inglesi), romanisael, etc. non c’entra proprio nulla, la questione ‘scandalosa’ di quel funerale non è nella sua ‘eccessiva caratterizzazione’ (diciamo così, nel rispetto delle tradizioni di tutti..), ma nel fatto che un gruppo vario e variegato di criminali romani, attivi e conclamati nel delinquere da anni (molti dei parenti del defunto erano in galera o agli arresti domiciliari, come il figlio e alcuni nipoti, e hanno dovuto chiedere un permesso al Tribunale di sorveglianza per poter partecipare) hanno portato in processione un signore che per anni è stato con le “mani in quella pasta torbida” della criminalità organizzata romana, osannandolo per quello che è riuscito a fare: l’ha fatta franca!

Alla faccia di Polizia, Carabinieri, Magistratura e di tutte le persone oneste di questo Paese.

 

Per carità, può capitare, fa parte dei ‘rischi’ del nostro Sistema di Giustizia, che si muove nel saggio criterio – non scritto ma praticato – del “meglio un colpevole libero che un innocente in galera” (secondo me più a favore dei colpevoli liberi piuttosto che il contrario..).

 

Ma uno Stato di Diritto non può e non deve consentire una cosa del genere, anche per una questione puramente educativa dei nostri giovani, indipendentemente se il personaggio è di origine rom, calabrese, siciliana, lombarda, africana, americana o quel che è.

 

Una volta i suoi ex amici fascisti – sbagliando – questi personaggi pericolosi per il mantenimento della legalità o dell’ordine pubblico li mandavano al confino, senza nemmeno che fossero indagati o processati per un qualche specifico reato, mentre i suoi ex amici comunisti, – sbagliando – direttamente nei gulag a ‘lavorare’ (diciamo così..) per lo Stato.

Invece ai giorni d’oggi, nella modernità del pensiero e nella magnificenza dei nostri traguardi tecnologici,  questi personaggi li portiamo in processione, con i banditi dietro il feretro e il prete davanti.


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22 marzo 2015

Papi 2


Sicuramente tra gli elettori italiani c’è ancora qualcuno che si chiede come sia stato possibile per la Democrazia Cristiana governare questo Paese per 50 con le stesse persone ai vertici, ma anche il perché Silvio Berlusconi, senza un passato politico alle spalle (e con diversi problemi con la giustizia, iniziati anche prima della sua “discesa in campo”), sia riuscito a governare e a restare ai vertici delle Istituzioni per più di 20 anni, e perché un Renzi qualsiasi (chi di voi lo conosceva 5 anni fa?) sia riuscito a farsi scegliere come segretario di quel che resta di un partito con origini antiche, che ha conosciuto adesioni mai viste in altri paesi europei, e a governare da padrone il nostro Paese senza che nessuno lo abbia democraticamente eletto per questo..

La spiegazione, anche se può immaginarsi complessa e segreta, in realtà è molto semplice: i mostri sacri della DC, Berlusconi, Prodi (in passato) e Renzi oggi sono i garanti politici di determinati poteri italiani, economici e non.. (il “sistema Italia”), che hanno come necessità primaria quella di continuare indisturbati a fare le loro cose, così come le hanno sempre fatte. E per consentire loro di fare questo, la ricetta dei governanti è sempre la stessa: controllo della magistratura (chi ricorda un solo politico processato e condannato dal tribunale di Roma negli ultimi 50 anni?), condizionamento delle elezioni (ad esempio con leggi elettorali ad hoc, come il porcellum, o peggio con il voto di scambio), e i garanti della Costituzione a servizio del capetto di turno (Presidenza della Repubblica favorevole e Corte Costituzionale lenta..).

Ecco perché in Italia, nonostante i Governi si alternino e le forze politiche (apparentemente) mutino seguendo meccanismi che fanno pensare ad una Democrazia (libere elezioni, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, etc..), le cose non cambiano, mai, e se cambiano è solo per peggiorare: la sanità, la scuola pubblica, la grande industria, ma anche l’autostrada SA-RC, la tratta FS tra Messina e Palermo, il finanziamento pubblico ai partiti, etc..

Faccio un esempio recente, più mirato. Abbiamo il problema dell’IS in Libia, ad un passo dall'Italia, voi credete che il pensiero primario del nostro premier sia quello di tutelare la sicurezza dei cittadini italiani? No! Prima tutelare gli interessi economici di determinate aziende e gli investimenti degli amici in quel Paese, dopo si vede (forse..).

Purtroppo per svincolarci da questa morsa, che ci rende sempre più poveri e fragili, abbiamo solo un metodo: batterli con le loro stesse armi.

Non votare, e io l’ho fatto per anni (sbagliando) è un suicidio, perché è come firmare a questa gente una delega in bianco.

L’unica possibilità e (tentare di) mandare al Governo attraverso le elezioni una persona che non ha nulla a che fare con il “sistema Italia”, una persona che ad elezione vinta sia difficile da corrompere. E’ un rischio (penso alle ultime elezioni politiche e ai “grillini”), perché governare un Paese come l’Italia senza appoggi istituzionali (o peggio con le istituzioni contro..) deve essere un vero inferno e sbagliare con questa gente contro è veramente pericoloso.

Ma se non siamo disposti a rischiare, cosa ci resta da sperare?


Renzi: non caccio gli indagati
Salvini: garantista con gli amici

Il premier: no a dimissioni per avvisi di garanzia. Il leader della Lega lo attacca: «Inflessibile solo con gli altri»

«Assolutamente no». Intervistato da Repubblica il presidente del Consiglio Matteo Renzi esclude che dopo le dimissioni di Maurizio Lupi tocchi ora ai sottosegretari indagati lasciare l’incarico. «Ho sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia». «Per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato. Del resto, è scritto nella Costituzione».
Frasi che scatenano l’immediata reazione di Matteo Salvini. «Renzi è garantista con i suoi amici ed è inflessibile con chi non sta nella sua cerchia, gli hanno assolto il babbo, tutto bene a casa Renzi questa domenica, auguri», ha scandito Salvini ai microfoni di Rainews24.
Da Corriere.it del 22/3/2015 - 
http://www.corriere.it/politica/15_marzo_22/renzi-non-caccio-indagati-salvini-garantista-gli-amici-fb3a23ce-d076-11e4-a378-5a688298cb88.shtml


"Un Daspo per i politici corrotti"

Renzi: via i ladri dalle istituzioni. Oggi le norme per non rallentare i lavori Expo, ma slittano quelle sull’anti corruzione

L’immagine del Daspo ai politici è senza dubbio forte. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non fa mistero che non intendere concedere sconti a nessuno: «Il punto centrale è garantire che chi viene condannato non torni più ad occuparsi della cosa pubblica con un meccanismo di Daspo.

Personalmente un politico che viene indagato per corruzione lo indagherei per alto tradimento perché chi prende delle tangenti tradisce il mandato, l’onore sul quale aveva giurato». Da laStampa.it del 6/6/2014 - http://www.lastampa.it/2014/06/06/italia/cronache/un-daspo-per-i-politici-corrotti-KsDSuFo2t1vO0KmDqRbS2H/pagina.html



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8 agosto 2014

Tu chiamale, se vuoi, ambizioni.


Dopo le primavere arabe, invece dell’estate sembra stia arrivando l’inverno, un brutto inverno. È vero che i leader deposti di Libia,Egitto, Iraq, etc. erano tutti spietati dittatori, ma nel bene o nel male erano a libro paga degli USA, vendevano il loro petrolio e le loro risorse minerarie (in dollari) alle società americane che poi li distribuivano al resto dei paesi “civilizzati”(che pagavano in dollari), e tutti erano, più o meno, felici e contenti: i zozzoni dittatori e le loro famiglie, che sperperavano i dollari americani in case pacchiane, macchine pacchiane, donnine, droghine, etc., etc., gli USA, che controllavano una buona fetta del mercato delle materie prime e tenevano buoni milioni di persone affamate e arrabbiate per la continua rapina delle loro cose, i paesi della UE, che godevano dei beni scippati dagli USA e della “tranquillità” imposta ai paesi loro confinanti.

Con la caduta dei dittatori “nostri amici” cosa cambia? Cambia che alcune delle persone affamate e arrabbiate di quei paesi, sostenute economicamente dai ricchi vecchi e nuovi di quei paesi e di altri paesi nelle stesse condizioni, che non ne potevano più di vedere la bandiera a stelle e strisce sulle loro case, stanno mandando a casa a cannonate i governini fantoccio che USA+UE vorrebbero in sostituzione dei “vecchi amici” ormai morti, per insediarsi al governo dei loro paesi con pieni poteri, sotto l’unica bandiera che (quasi) tutti in quei paesi non possono odiare: quella dell’Islam.

Questi tizi conquistano con la forza città dopo città, e una volta cacciato l’esercito “regolare” vanno di porta in porta dai quei disperati, affamati e arrabbiati, che sino ad oggi nessuno in quei paesi ha mai interpellato o considerato, e dico loro: di cosa hai bisogno?

Una politica, se così la si può chiamare, invincibile, enormemente più efficace di qualsiasi promessa di democrazia, parola quasi del tutto incomprensibile in quei luoghi.

E i nostri governi, i governi dei paesi della UE, nel frattempo cosa fanno? Stanno lì a guardare il proprio giardinetto, per vedere se la propria erbetta cresce più verde di quella del vicino, anche lui impegnato a non farsi superare nella gara a chi c’ha lo SPREAD più bello.  Finché qualcuno non busserà alla nostra porta.. 

 

Iraq, l’esercito lascia tre città ai ribellidell’Isis: «Ritirata strategica»

Rawa, Ana e Rutba nelle mani deijihadisti sunniti che avanzano verso la capitale Bagdad. Raid dei jet irachenisu Tikrit, città natale di Saddam Hussein

di Redazione Online

I jihadisti sunniti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) hanno conquistato tre città nellaprovincia di Anbar nell’Iraq occidentale. «Le truppe dell’esercito si sonoritirati da Rawa, Ana e Rutba stamane e le forze di Isis hanno rapidamenteassunto il controllo di queste citta», ha riferito un agente dei servizisegreti. Un portavoce del ministero della Difesa iracheno, il generale QassemAtta, ha sostenuto che le truppe hanno lasciato le tre città nella provincia dial Anbar nelle mani di Isis effettuando «una ritirata tattica con l’obiettivodi ridispiegarsi», successivamente. Rutba è una città a 150 km a est delconfine con la Giordania e ha una posizione strategica poiché si trova sullastrada principale tra Bagdad e la Giordania. Gli insorti, ha detto un loroportavoce alla Bbc, intendono prendere ilcontrollo dell’intera regione di Anbar a maggioranza sunnita. Continua su Corriere.it..

21 maggio 2014

Benvenuti a Roma..?


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30 aprile 2014

E’ questo quel che resta dell’etica nella professione del poliziotto?



«Il codice etico è più propriamente un codice deontologico professionale, traduzione pratica di una riflessione etica. Il codice funge da mediatore tra la legislazione e la prassi nell’azione della polizia. Un codice che contribuisce a conferire all’immagine della polizia la dignità di una professione in quanto indica la volontà di rispettare determinate caratteristiche di comportamento;aiuta gli agenti ad assumere decisioni giuridicamente corrette, imparziali; contribuisce ad un mutuo rispetto fra poliziotti ed aiuta a sviluppare lo spirito di appartenenza senza cadere alla sottocultura dello spirito di corpo inteso come “tutela del gruppo di appartenenza”da “L’etica della polizia: teoria e pratica” di Carrer Francesco e Seniga Marco A. (pag.122) - Maggioli Editore

Io non conosco la storia di Federico Aldrovandi, ne tanto meno so cosa passasse nella sua testa la notte in cui fu ucciso, da tre poliziotti durante un normale controllo di routine. Può essere che fosse in uno stato di alterazione, forse dovuto a sostanze stupefacenti, all’alcol o ad altro, ma quello che è certo è che quei poliziotti sono stati riconosciuti colpevoli, in via definitiva, dal nostro ordinamento giudiziario, dopo una serie di regolari processi.. So anche che la giustizia, intesa come quell’insieme di regole/leggi e procedure che ogni stato si da per gestire la convivenza pacifica tra le persone, non è il massimo in termini di garanzia dell’accertamento della verità di uno specifico fatto, ma è tutto quello che abbiamo oggi per accertare e valutare un fatto delittuoso. Regole che valgono per tutti, poliziotti compresi.

I modi utilizzati dai sindacati di polizia per sottolineare, diciamo così, il sostegno, la difesa, la vicinanza ai tre poliziotti condannati, quelli che con il loro comportamento hanno determinato la morte di un ragazzo (colpevole come vi pare, ma non tanto da mandare a morte..), è un po’ inquietante, perché sembra come voler “giustificare” i tre solo perché portano la stessa divisa, indipendentemente da ciò che hanno fatto, e sinceramente, un poliziotto che arriva a giustificare/giustificarsi un fatto come questo a me fa un po’paura..


IL CASO DEL18ENNE MORTO A FERRARA DOPO UN CONTROLLO DI POLIZIA

Aldrovandi, al congresso del Sap ovazione agli agenti condannati

La madre: «Voltastomaco». Renzi le telefona: «Indegno» Alfano: «Gravissimo». Pansa: «Offensivo». Il sindacato di polizia ribatte: «Danno infinito ai nostri colleghi»

BOLOGNA - Sono gli agenti condannati per l’uccisione del diciottenne Federico Aldrovandi le star del congresso nazionale del Sap, il secondo sindacato di polizia dopo il Siulp, in corso al Grand Hotel di Rimini. È bastato che la loro presenza fosse annunciata, martedì pomeriggio,perché la sala si sciogliesse in un lungo e liberatorio applauso dei colleghi,con tanto di standing ovation. Comportamento fortemente criticato dal governo e dal capo della polizia. Continua..


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23 dicembre 2013

In un modo o nell'altro ce la faremo!


Buon Natale a tutti!


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28 ottobre 2013

Eccone un altro che torna per “sistemare le cose”..

Avrà finito i soldi per i diamanti?


Lega, Bossi: «Penso di ricandidarmi alla segreteria»

Il fondatore del Carroccio: «Torno per sistemare le cose»

«Penso di sì»: così Bossi ha risposto a chi gli chiedeva se si ricandiderà alla segreteria della Lega al prossimo Congresso.«In giro - ha aggiunto - c’è una montagna di gente che si è spaventata nel vedere quello che è accaduto, le espulsioni e il sospetto che la Lega possa finire mi spingono a tornare per sistemare le cose». Continua: http://www.corriere.it/politica/13_ottobre_27/lega-bossi-penso-ricandidarmi-segreteria-bb2b8208-3efc-11e3-849f-64e2eb8e7cda.shtml



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21 ottobre 2013

Che ci sia il “rischio” che funzioni?


Nell’eventualità funzionasse, consiglierei alla sig.ra Labaune di non dormire mai due notti nello stesso letto, in quanto non credo che la notizia di una nuova fonte di energia pulita e a basso costo possa essere ben presa dai sigg.ri petrolieri americani (quelli della macchina per la fusione nucleare da 3,5 miliardi di dollari che non funziona..).

 

Fusione nucleare: nuovi passi avanti in Franciae Usa

Gli esperimenti in Francia e in Usa:la fusione controllata ora è più vicina

La fusione nucleare è il Santo Graal della produzioneenergetica, è la reazione che avviene nei nuclei stellari ed è responsabile perpiù o meno tutto ciò che esiste anche sulla Terra. Come il Sacro Graal dà lavita eterna, la fusione fornirebbe energia illimitata, poiché i carburanti cheutilizza sono atomi leggeri, come l’idrogeno, e non atomi pesanti e radioattivicome l’uranio e il plutonio necessari per la fissione nucleare. Il problema èche – allo stato attuale – l’energia necessaria per avviare e contenere lafusione supera quella che viene prodotta. Per questo esistono diversilaboratori, negli Usa e in Europa, che studiano come ottenere la ignition, cioè l’accensione della prima reazione difusione che produrrà più energia di quanta ne consumi.

   

IN USA - Negli Stati Uniti c’è il Nif(National Ignition Facility), che contiene il più grande laser maicostruito. Questo macchinario scatena una quantità d’energia pari all’interofabbisogno energetico americano in un determinato istante, sotto forma di 192raggi laser concentrati su pochi atomi di deuterio (un isotopo dell’idrogeno). Alcuni giorni fa, per la primavolta, la reazione ha prodotto più energia di quanta il deuterio neabbia assorbita. Non si tratta, però, ancora, di una vera e propria«accensione», in quanto le inefficienze del sistema fanno sì che molta energiasi disperda durante il caricamento dei laser (d’altra parte il macchinario ègrande quanto tre campi da calcio), quindi la quantità totale di energiarichiesta resta ancora superiore a quella prodotta. La ragione per cui il Nif,una struttura costata 3,5 miliardi di dollari che opera ormai da oltre undecennio, non ha ancora raggiunto gli obiettivi preposti è che il suo focusprincipale è lo studio e la manutenzione dell’arsenale nucleare americano, mapotrebbe anche essere legata a un approccio troppo diretto. L’idea americana,spesso, è di costruire macchinari sempre più grandi e potenti senza pensarealle alternative (i cosmonauti scherzano dicendo che la Nasa ha investitomiliardi per creare una biro che scrivesse in assenza di gravità, mentre irussi hanno semplicemente usato le matite).

FRANCIA - Una di queste idee potrebbe essere quella di Christine Labaune, direttrice dellaricerca presso il Cnrs (Laboratorio per l’utilizzo di Laser ad alta intensità)del Politecnico di Palaiseau, in Francia, pubblicata su NatureCommunications. Invece di puntare sullapotenza pura, l’esperimento francese ha puntato sulla «puntualità» di duediversi laser: uno è stato utilizzato per creare un plasma di nuclei di boro,che dura circa un miliardesimo di secondo prima di decadere; l’altro ha invecegenerato un raggio di protoni (della durata di non più di un triliardesimo disecondo): calibrando con estrema precisione il timing,è stato possibile far schiantare i protoni contro il plasma di nuclei di boroinnescando una fusione del boro capace di produrre quantità d’energia diecivolte superiori agli esperimenti precedenti.

VANTAGGI - Rispetto agli esperimenti del Nif, inoltre, quellofrancese ha anche un altro vantaggio: la reazione innescata non rilascianeutroni veloci – che sono radioattivi e possono essere dannosi sia per gliesseri umani che per le strutture – ma solo alcune innocue particelle di elio.Se il sistema ideato da Labaune venisse applicato su larga scala, in unlaboratorio come quello del Nif, potrebbe attivare la fusione richiedendo unnumero di laser molto inferiore, magari addirittura abbastanza efficiente perottenere l’accensione. Sarebbe un risultato eccezionale, un po’ come fareandare d’accordo americani e francesi. Da:Corriere.it - 21 ottobre 2013


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8 ottobre 2013

L’altra faccia di Re Giorgio


Il commento del Presidente della Repubblica sulle perplessità sollevate dal Movimento 5 Stelle (unico vero partito di opposizione) dopo la lettura del suo messaggio alle Camere con il quale invitava le forze politiche a mettere in campo azioni, come l’indulto o l’amnistia, per far uscire dal carcere persone condannate con sentenze definitive: «Persone che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e sene fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri.»

Il movimento 5 Stelle se ne frega dei problemi della gente perché non si allinea sulla soluzione pro-scarcerazione (o peggio, cancella pena)?

Il movimento 5 stelle è l’unica forza politica che ha presentato CARRETTATE di proposte politiche e tecniche per la soluzione dei problemi della gente, incluso il problema del sovraffollamento delle carceri (vi invito a verificare su: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/),sistematicamente ignorate perché fuori dagli interessi delle forze politiche di maggioranza, guarda caso proprio quelle due forze politiche che per 20 anni, alternativamente, hanno governato questo nostro Paese, incapaci di intaccare una sola spesa pubblica che non sia a totale carico del cittadino (gli interessi dei miei amici, sono i miei interessi), tipo la Sanità o la Scuola, e che hanno regolarmente e sistematicamente aumentato le tasse, sempre e solo, ovviamente, a quelli che le pagano.

Comprendo la necessità politica di salvare il soldato Berlusconi dalla sua condanna (per mantenere in piedi la baracca Letta/Alfano), ma allora, Presidente, Lei che può, gli conceda la grazia!

Perché fare un nuovo indulto? Quello del 2006 (Legge 241/2006 del 31/7/2006) è servito a poco se dopo soli 7 anni siamo messi peggio di prima.. Magari replicare l’indulto (o un’amnistia) potrebbe non essere la strada giusta per sanare il problema..

Magari, invece, questa potrebbe essere la volta buona per cercare di risolvere il problema in modo sistematico, strutturale, evitando di fare un indulto ogni 5/10 anni.


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7 ottobre 2013

Angelino Robert Ford?


« Un vigliacco che attende paziente l'agonia del capo per sferrare la pugnalata finale: così l'onorevole Alessandra Mussolini considera il (suo) segretario di partito, Angelino Alfano. Che, secondo la nipote del Duce, avrebbe inaugurato un modo inedito per compiere il parricidio: "Si chiama tradimento alla siciliana". » Da un articolo di Beatrice Borromeo per Il Fatto


La storia inizia nel 1994 al primo incontro tra Jesse James-Papi ed il giovane Angelino Robert Ford. Tutto il film è giocato sul rapporto tra Bob-Angelinoe Jesse-Papi, incentrandosi però anche sugli altri membri della banda dei Fratelli James-PDL.

Jesse-Papi sa che Bob-Angelino nutre da sempre una vera ammirazione nei suoi confronti, tuttavia non si fida del ragazzo e con il tempo questo atteggiamento di Jesse-Papi nei suoi confronti, renderà Bob-Angelino sempre più turbato e tormentato. Quando gli verrà poi proposto dalla legge (!) di uccidere Jesse-Papi, non riuscirà a rifiutare.

Il 2 ottobre 2013 dopo aver mangiato a casa di Jesse James-Papi, Angelino-Robert Ford, neo-membro della sua banda e il fratello Charlie Ford-Giorvanardi, ormai entrato nelle grazie di Jesse-Papi, erano tutti e tre in camera da letto. Era una mattina molto afosa e Jesse-Papi si tolse il cinturone con i due revolver e li gettò sul letto coprendoli con il cappotto, lo fece perché le finestre e le porte erano aperte per il caldo e non voleva che la gente che passava per strada si insospettisse troppo vedendolo armato anche in casa. Jesse-Papi dopo essersi accorto che un quadro appeso al muro di casa sua era storto, salì su una sedia per raddrizzarlo. I due fratelli che erano alle sue spalle ne approfittarono, dato che quella era l'unica occasione per poterlo uccidere,(infatti più tardi ammisero che se avessero voluto catturarlo vivo o ucciderlo mentre era armato sarebbe stato come gettarsi in faccia alla morte). Così i fratelli estrassero i revolver, li puntarono alle sue spalle ma solo Angelino-Robert Ford gli sparò, uccidendolo, un colpo diretto alla nuca, con una Colt 45, placcata in argento, con manico in madreperla regalatagli dallo stesso Jesse-Papi. Pare che avesse ricevuto l'incarico dai Pinkertons (!), i più famosi detectives dell'epoca e da tempo alla caccia del famoso bandito fino a quel momento inafferrabile.

 

In merito ai concetti di vigliaccheria, tradimento, votafaccia, etc., vorrei ricordare all'onorevole Alessandra Mussolini i tristi fatti della “svolta di Fiuggi”, e nell’eventualità avesse dei vuoti di memoria la invito a chiedere ai superstiti fondatori del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, loro ricorderanno certamente tutto del voltafaccia vigliacco e traditore suo e degli altri Fini’s boys.

Però la sig.ra Alessandra Mussolini non chiederà niente a nessuno, perché sa perfettamente che in politica i concetti“vigliaccheria”, “tradimento”, “votafaccia” non hanno alcun significato (vengono usati solo per la propaganda verso il popolo “bove-elettore”), perché quello che conta veramente in politica è rimanere comunque in sella, giusto?


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